L’Epic Games Store ogni settimana ti regala uno dei suoi giochi in catalogo, completamente gratis. Dal 23 aprile a partire dalle ore 16:00 fino alle ore 16:00 del 30 aprile 2026, Epic ti offre il gioco DOOMBLADE. Il titolo è in vendita a 14.79€, ma avrai una settimana di tempo per riscattarlo e averlo a costo zero per sempre.
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Un’arma con un’anima: DOOMBLADE
DOOMBLADE è un Metroidvania sviluppato da Muro Studios, piccolo studio indipendente con sede a Helsinki, composto da soli due sviluppatori principali: Juha Ylimäki, responsabile dell’art direction, e Kim Valori, lead programmer. Non si tratta di esordienti, visto che il duo aveva già alle spalle Shadow Bug, titolo premiato in diversi contesti indie. Per questo secondo progetto hanno coinvolto il compositore Brian Skeel per la colonna sonora e lo scrittore Andrew Adams per la costruzione del lore, ottenendo un prodotto che supera in ambizione quanto la dimensione del team suggerirebbe.

Il gioco è pubblicato da Iceberg Interactive, etichetta nota per titoli come Killing Floor 2 e Chivalry 2. DOOMBLADE si inserisce in un genere affollato e competitivo, ma lo fa con una proposta meccanica genuinamente originale, in cui il sistema di movimento e quello di combattimento convergono in un’unica azione, ridisegnando il ritmo e la logica dell’esplorazione. Il risultato è un gioco che divide chi lo prova, capace di entusiasmare e frustrare, spesso nello stesso arco di sessione.
Gloom Girl e la spada che parla
Il mondo di DOOMBLADE è governato dai Dread Lords, entità extradimensionali che hanno invaso il reame dei Gloomlings, ne hanno avvelenato le terre, sterminato il popolo e ridotto in schiavitù le anime sopravvissute per alimentare le proprie macchine. Vesti i panni di Gloom Girl, ultimo esemplare della sua specie, una creatura minuta e apparentemente indifesa costretta a servire i propri oppressori.

Tutto cambia quando senti una voce: la fonte è una spada senziente imprigionata in un pozzo oscuro. L’arma, la DOOMBLADE stessa, era stata forgiata dal dente di un dio cosmico e usata dai Dread Lords per aprire un varco dimensionale; ora vuole vendicarsi dei propri creatori. L’accordo è semplice: tu liberi la lama, la lama ti potenzia. Il contrasto tra la spada cinica e la protagonista, una sorta di Gollum femminile, genera una dinamica narrativa divertente.
Il tono è grimdark ma non privo di umorismo: i personaggi secondari offrono dialoghi pungenti, e le bacheche affisse per il reame nascondono distopie in formato satirico. Il lore è stratificato, distribuito attraverso pagine di atlante e interazioni con le diverse razze che popolano i biomi, e la scrittura di Andrew Adams conferisce profondità a un universo che avrebbe potuto essere puramente decorativo.
Il combattimento come locomotiva
Il fulcro meccanico di DOOMBLADE è una scelta di design coraggiosa: movimento avanzato e combattimento condividono la stessa azione. Gloom Girl può camminare e saltare autonomamente, ma per spostarti con efficacia devi mirare a un nemico o a un oggetto interagibile e lanciarti verso di esso in un attacco-scatto. I nemici rigenerano immediatamente dopo l’impatto e possono essere usati come trampolini, trasformando l’attraversamento dei livelli in una sequenza ritmica di rimbalzi aerei.

Le arene di combattimento, strutturate in ondate crescenti, introducono progressivamente elementi ambientali ostili: gas velenosi, trappole rotanti, pavimenti elettrificati. Il sistema di progressione prevede potenziamenti acquistabili con le ossa dei nemici, frammenti cuore per aumentare la vita massima e abilità speciali che espandono le tue possibilità di movimento. Una di queste è l’abilità onion, un proiettile che crea un punto d’aggancio temporaneo su superfici vuote, utile dove i nemici scarseggiano. Un’altra ti permette di attraversare le pareti, ampliando le vie di esplorazione nei biomi.
Il sistema di controllo dual-stick mostra qualche criticità. La selezione dei bersagli è spesso imprecisa, e le scarse finestre di invincibilità dopo ogni colpo rendono certi scontri estenuanti. I punti di salvataggio sono rari, e la valuta tende a disperdersi lontano dai nemici abbattuti, rendendo l’accumulo più macchinoso del necessario.
DOOMBLADE, un’estetica che non si scusa
Sul piano visivo, DOOMBLADE sceglie un’estetica 2D non pixelata, con sfondi dipinti con cura e una palette dominata da toni scuri, fungini, industriali e cosmici a seconda del bioma attraversato. Ogni area ha una propria identità cromatica, e le creature si integrano organicamente nell’ecosistema, dai Darksprouts delle Mouldy Mines ai Wilderkeep del New Wildwood.

In alcune sezioni, però, la densità degli elementi a schermo rende difficile l’identificazione dei nemici, e ti ritrovi a subire danni per scarsa leggibilità piuttosto che per errori tuoi. È un limite che pesa di più in certi biomi rispetto ad altri, e che in combinazione con il targeting impreciso può trasformare i boss in esperienze logoranti.
Il comparto sonoro è uno dei punti di forza più solidi del gioco. Brian Skeel ha costruito una colonna sonora che alterna momenti di tensione ambientale a esplosioni di heavy metal durante i combattimenti, con chitarre elettriche, basso e batteria che scandiscono il ritmo frenetico degli scontri. La musica guida attivamente la tua progressione tra i biomi.
DOOMBLADE, per chi è disposto a impegnarsi
DOOMBLADE è un gioco che divide: le sue qualità sono genuine e la proposta meccanica è davvero originale, ma i difetti non sono trascurabili. L’idea di fondere movimento e combattimento in un’unica azione è tra le più fresche che il genere Metroidvania abbia prodotto negli ultimi anni, e quando funziona genera momenti di gioco quasi euforici.
Quando invece il sistema di targeting ti tradisce, o quando le difficoltà si accumulano senza strumenti adeguati per gestirle, la frustrazione si fa sentire in modo deciso.
Se sei già a tuo agio con il genere e cerchi qualcosa che non si limiti a replicare le convenzioni, DOOMBLADE vale il tentativo, a patto di accettare alcune asperità di controllo in cambio di un’identità meccanica autentica. Chi si aspetta un Metroidvania accessibile troverà invece un gioco che richiede adattamento, pazienza e una certa tolleranza verso qualche imperfezione tecnica.
Buon divertimento con questo nuovo titolo gratuito! Il gioco include la lingua italiana per l’interfaccia e i sottotitoli.
DOOMBLADE
Hardware consigliato
Per giocare a DOOMBLADE in FHD (1080p) è sufficiente una GPU entry level. Può essere giocato in 1080p con settings moderati anche da processori con GPU integrata come l’AMD Ryzen 8700G (su socket AM5) o qualsiasi minipc con GPU integrata come il mini pc Geekom A8, l’ ACEMAGICIAN S3A o il Beelink SER9.













