Il Doogee V Max Play è uno smartphone che non passa inosservato, nel senso più letterale possibile. Lanciato nell’autunno 2025, appartiene alla categoria dei dispositivi rugged, ovvero telefoni pensati non per stare in tasca, ma per sopravvivere a condizioni che farebbero tremare qualsiasi flagship consumer.
Doogee è un brand cinese specializzato proprio in questa nicchia. Con il V Max Play si è spinto ulteriormente più in alto. In un unico corpo convivono tre funzioni che normalmente richiederebbero altrettanti dispositivi separati. Qui troviamo uno smartphone, una torcia semi-professionale e un proiettore portatile.
Chi si avvicina a questo dispositivo è spesso un outdoor enthusiast, un lavoratore di cantiere o un operatore sul campo. Chiunque cerchi, però, un’autonomia fuori dal comune potrebbe trovarlo interessante a prescindere dalla professione. Il prezzo lo colloca nella fascia media-alta dei rugged phone. Non è economico, ma considerando cosa offre, il rapporto qualità-prezzo è abbastanza equilibrato.
Design, materiali e display
Il Doogee V Max Play misura 183,5 × 85,4 × 30,5 mm e pesa 686 grammi senza il bumper in dotazione, che porta il totale a 771 grammi. Per fare un paragone, è grosso quanto tre smartphone normali sovrapposti. Il corpo è costruito in metallo, vetro e plastica rinforzata con fibra di vetro. L’intera parte inferiore è sagomata ad angolo per migliorare l’impugnatura durante l’uso prolungato. Il display è un IPS da 6,78 pollici con risoluzione FHD+ (1080 × 2460) e refresh rate a 120 Hz. Non è lo schermo più brillante sotto la luce diretta del sole, ma la fluidità dello scorrimento è apprezzabile.

Sul retro trovano posto il cluster fotografico (che sporge di almeno 6 mm), due moduli LED da campeggio e il proiettore sulla parte superiore, con una ventola di raffreddamento dedicata. Il bumper incluso aggiunge protezione angolare e un anello metallico utile come supporto. Tuttavia, non manca qualche ingenuità: il cinturino laterale preme accidentalmente il tasto del proiettore, e lo stesso bumper copre i LED posteriori.
Sul fronte della resistenza all’acqua e alla polvere, ottiene il doppio riconoscimento IP68 e IP69K. Il primo garantisce l’impermeabilità fino a 2 metri di profondità per 30 minuti, il secondo copre la resistenza a getti d’acqua ad alta pressione e temperatura elevata; una combinazione utile in ambienti di lavoro estremi. A questo si aggiunge la conformità allo standard militare MIL-STD-810H, che certifica la capacità di sopportare cadute fino a 1,5 metri, sbalzi termici bruschi, vibrazioni prolungate, urti, umidità elevata e variazioni rapide di quota.
Caratteristiche tecniche del Doogee V Max Play

Il cuore del V Max Play è il MediaTek Dimensity 7300 Energy. È un SoC a 4 nm con CPU octa-core (4× Cortex-A78 a 2,5 GHz + 4× Cortex-A55 a 2,0 GHz) e GPU Mali-G615 MC2. Non ha la potenza bruta di uno Snapdragon 8, ma è stato ottimizzato per l’efficienza energetica e per il supporto all’imaging avanzato.
La RAM è di 16 GB fisici, espandibile virtualmente fino a 36 GB, affiancata da 512 GB di storage UFS 3.1. Lo storage sequenziale raggiunge circa 2 GB/s in lettura, un dato di rilievo per la categoria. Nei benchmark, il V Max Play si comporta in modo praticamente identico all’Ulefone Armor 34 Pro, un concorrente diretto con lo stesso SoC.
Comparto fotografico
Il sensore principale è un Samsung ISOCELL HP2 da 200 MP — tra i migliori sensori disponibili per smartphone in questa fascia. È capace di scattare foto ad altissima risoluzione o di produrre immagini da 12 MB con eccellente gamma dinamica in modalità pixel-binning. La resa in condizioni di scarsa illuminazione è buona. Anche la registrazione video arriva fino al 4K a 30 fps.
Ad affiancarlo ci sono un Sony IMX350 da 20 MP per la visione notturna (con illuminatori infrarossi), un sensore da 8 MP per grandangolo e macro, e una fotocamera frontale Samsung da 32 MP.
Tuttavia, tranne il sensore principale, gli altri obiettivi non brillano particolarmente. Le immagini risultano spesso poco nitide o con colori non del tutto fedeli. Questo è un difetto comune nei sensori di dimensioni ridotte montati su dispositivi di questa categoria. L’app fotocamera offre numerose modalità tra cui panorama, PRO, dual video, slow motion e time-lapse.
Connettività completa e moderna
Sul fronte connettività, il Doogee V Max Play non lascia nulla al caso. Il modulo wireless supporta Wi-Fi 6E, Bluetooth 5.4 e NFC per i pagamenti contactless. Si tratta di una dotazione di tutto rispetto anche per gli standard dei top di gamma consumer. La velocità di trasferimento file via Wi-Fi è notevole: scaricare un video da circa 600 MB richiede circa 5 secondi su una rete gigabit.
Il supporto 5G è presente, così come il dual SIM con slot per nano-SIM e microSD utilizzabili tutti e tre contemporaneamente. Un dettaglio utile per chi lavora con numeri multipli o ha bisogno di storage aggiuntivo in campo. L’unico neo riguarda la porta USB-C: tecnicamente è USB 2.0, quindi le velocità di trasferimento dati via cavo sono basse.
Sul retro è presente anche un emettitore infrarossi utilizzabile come telecomando universale per TV e condizionatori. Il sistema di navigazione copre GPS, GLONASS, Galileo e BDS, mentre tra i sensori fisici trovano posto barometro, altimetro e bussola digitale. Complessivamente, è tra gli smartphone rugged meglio equipaggiati sotto questo aspetto.
Doogee V Max Play: software, personalizzazione e funzioni extra
Il V Max Play gira su Android 15 con una personalizzazione Doogee leggera ma presente. L’interfaccia non è sovraffollata di bloatware e il look generale è modificabile tramite un’app dedicata ai temi. Alcune delle app Google preinstallate sono state sostituite con versioni leggermente rielaborate.
Ogni funzione specifica del dispositivo ha la propria app dedicata: proiettore, luci di notifica (la cosiddetta “Night Elf”), bussola, altimetro. Queste sono accessibili anche dal pannello di accesso rapido di Android. Il tasto fisico programmabile sul lato sinistro può essere configurato a piacere, e questa flessibilità è apprezzata.
Le luci LED multicolore sul retro hanno funzioni sia pratiche (segnalazione di ricarica, batteria scarica) sia puramente estetiche, come effetti sincronizzati con la musica. L’intelligenza artificiale è integrata tramite Google Gemini. È poco probabile che il dispositivo riceva un aggiornamento ufficiale ad Android 16, un limite comune nella categoria rugged che vale la pena considerare se gli aggiornamenti software a lungo termine sono una priorità.
Il proiettore da 100 lumen e 480p (854 × 480) è la funzione più interessante di tutto il pacchetto. Richiede oscurità o semi-oscurità per funzionare bene, ma in quelle condizioni proietta immagini fino a 120 pollici con autofocus e correzione keystone automatica. I colori sono sorprendentemente accurati rispetto a un buon display IPS. Abbassare la luminosità al 40% non degrada l’immagine in modo apprezzabile, ma allunga notevolmente l’autonomia durante la proiezione.
Autonomia estrema e il proiettore
La batteria da 20.500 mAh è il cuore pulsante dell’intero progetto. Con un utilizzo moderato, il V Max Play può durare un’intera settimana senza ricaricare. Anche chi fa un uso intensivo riesce a tenere il dispositivo in vita per quattro giorni consecutivi.

I LED da campeggio al 20% di luminosità consumano solo il 3-4% di batteria all’ora. Al massimo della potenza (circa 1.200 lumen, paragonabili a due lampadine LED standard da 230 V) si spengono automaticamente dopo 5 minuti per evitare surriscaldamento. Puoi riattivarli subito, ma è un limite da tenere a mente.
La ricarica avviene a 45 W, portando il dispositivo dal 20% al 90% in poco più di 2 ore. È supportata anche la ricarica inversa da 10 W, utile per ricaricare altri dispositivi in situazioni di emergenza.

Scheda tecnica
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Display | 6,78″ IPS FHD+ (1080 × 2460), 120 Hz |
| Processore | MediaTek Dimensity 7300 Energy (4 nm) |
| GPU | Mali-G615 MC2 |
| RAM | 16 GB (espandibile a 36 GB virtuale) |
| Storage | 512 GB UFS 3.1 + microSDXC |
| Camera posteriore | 200 MP Samsung HP2 + 20 MP Sony IMX350 (night vision) + 8 MP grandangolo/macro |
| Camera frontale | 32 MP Samsung S5GD1 |
| Proiettore | 100 lumen, 854 × 480 (FWVGA), autofocus, correzione keystone |
| Batteria | 20.500 mAh, ricarica 45 W, ricarica inversa 10 W |
| Sistema operativo | Android 15 |
| Connettività | 5G, Wi-Fi 6E, Bluetooth 5.4, NFC, GPS/GLONASS/Galileo/BDS |
| Resistenza | IP68/IP69K, MIL-STD-810H |
| Peso | 686 g (771 g con bumper) |
| Dimensioni | 183,5 × 85,4 × 30,5 mm |
Conclusioni
Il Doogee V Max Play non è un telefono per tutti. Se lavori in cantiere, fai escursionismo in zone remote, o hai bisogno di qualcosa che duri una settimana senza cercare una presa, questo smartphone ha senso. Chi vuole uno strumento versatile che faccia anche da proiettore in tenda o sul muro troverà qui una soluzione difficilmente replicabile altrove. Le fotocamere principali sono di qualità, le prestazioni sono adeguate per qualsiasi uso quotidiano e professionale. L’autonomia è semplicemente in un’altra categoria rispetto a qualsiasi smartphone tradizionale.
I difetti esistono: il peso è impegnativo, la porta USB è obsoleta e la ricarica è abbastanza lenta. Ma nessuno di questi è un problema insuperabile per chi ha le idee chiare su cosa cerca. Per chi cerca uno smartphone che sopravviva dove gli altri si arrendono, il V Max Play merita seriamente l’attenzione.

Doogee V Max Play
- IPS 6,78″, IP68/IP69K
- Dimensity 7300 Energy
- 16GB / 512GB, Android 15
- 5G, Wi-Fi 6E, Bluetooth 5.4, NFC
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