Il modello 2026 dell’XPS 13, siglato DX13260, è il portatile più sottile e leggero mai prodotto da Dell in questa serie e segna l’arrivo di una nuova piattaforma. Sotto la tastiera lavora il Core 5 320, uno dei primi processori Wildcat Lake, cioè la famiglia che Intel ha progettato per i portatili compatti ed efficienti e che condivide con Panther Lake i core e il processo produttivo 18A. Ne nasce un sistema che consuma pochissimo nelle attività leggere e che punta molto sull’autonomia prolungata.
Rispetto al predecessore XPS 13 9350 con Lunar Lake, Dell ha fatto scelte nette e sembra aver ascoltato le critiche degli ultimi anni. Tornano i tasti funzione fisici e un touchpad tradizionale al posto della superficie aptica invisibile, il telaio perde oltre un etto e lo schermo sale a 2560 x 1600 pixel con copertura P3 quasi completa. In cambio la potenza multi-core scende e la memoria lavora su un solo canale, due compromessi che però si avvertono poco scrivendo, studiando o lavorando nel browser.
Il rivale diretto è il MacBook Neo 13″ , insieme ai portatili ARM più leggeri. Sebbene il Neo costi sensibilmente meno, la differenza si ritrova nella dotazione. L’XPS offre il doppio della memoria, un peso inferiore, uno schermo touch a 120 Hz con colori più estesi, la tastiera retroilluminata, lo sblocco con il volto e due USB-C veloci con uscita video, dove il Neo ne ha una sola. Il pubblico di questo laptop è fatto di studenti e professionisti che scrivono, navigano e partecipano a videochiamate tutto il giorno, e che cercano qualità costruttiva di fascia alta in un telaio spesso appena 13 mm.
Alluminio fresato e solo un chilo di peso
La scocca è ricavata da un blocco di alluminio lavorato e contiene fino al 75% di alluminio riciclato nel coperchio e nel poggiapolsi; è proposta nelle colorazioni Sky e Graphite. Le misure sono di 296,9 x 200,66 mm con uno spessore di 12,7 mm e un peso alla bilancia di 1.047 grammi. Si tratta di un peso molto basso per un 13,4 pollici con schermo touch, inferiore di oltre due etti al MacBook Neo. L’alimentatore da 65 W aggiunge appena 166 g, un dettaglio gradito a chi vuole viaggiare leggero.

La cerniera permette di aprire lo schermo con una mano fino a circa 135 gradi. La tastiera ha tasti ben separati e una fila di tasti funzione fisici da F1 a F12, una scelta che chi programma o usa molte scorciatoie apprezzerà fin dal primo giorno. La corsa resta molto corta e la barra spaziatrice risulta un po’ gommosa, ma la battuta è netta. Il touchpad meccanico misura circa 12 x 7 cm, sufficiente in larghezza e appena sacrificato in verticale.

Schermo IPS da 2,5K che vale da solo metà del prezzo
Il pannello è un IPS LG da 13,4 pollici con risoluzione di 2560 x 1600 pixel, rapporto 16:10, densità di 225 ppi, superficie touch e trattamento antiriflesso. La frequenza di refresh varia tra 30 e 120 Hz, e la modalità adattiva aiuta a contenere i consumi nelle fasi statiche, come la lettura o la scrittura. La luminosità arriva a 538 nit al centro con una media di 502, il contrasto tocca 2160:1, mentre il gamut copre il 97,0% dello spazio P3 e la quasi totalità dello sRGB. Anche la fedeltà cromatica è da monitor professionale, con un Delta E medio di 1,2 già di fabbrica. Di conseguenza chi ritocca foto o prepara grafiche per il web può lavorare senza calibrazione, con un risultato poco comune in questa fascia di prezzo. Il pannello non usa PWM, quindi può risultare più riposante per la vista anche alle luminosità più basse.

Il punto debole sono i tempi di risposta, con 33,6 ms dal nero al bianco e oltre 50 ms tra i grigi, che lasciano scie evidenti nei giochi e nello scorrimento veloce, ma questo non è un laptop nato per il gaming. Lo schermo touch supporta pennini capacitivi passivi, non penne attive. Se scrivi spesso appunti a mano, quindi, ti conviene orientarti verso un altro prodotto.
Wildcat Lake, sei core e una NPU da 16 TOPS
Il Core 5 320 adotta un’architettura ibrida con due core Cougar Cove fino a 4,6 GHz e quattro core Darkmont a basso consumo fino a 3,4 GHz, per un totale di sei core e sei thread. Manca il cluster di E-core tradizionali presente su Panther Lake, e proprio questa rinuncia spiega gran parte della differenza nei carichi pesanti. Sul piano energetico Dell lascia al processore una potenza di 18 W in regime continuo e un picco di 37 W per brevi intervalli, a fronte di una potenza nominale di 15 W. In termini pratici il chip si comporta come una CPU della classe U, pensata per far durare la batteria più che per sostenere carichi elevati a lungo.
La grafica integrata Intel Graphics conta due core Xe3 con due unità di ray tracing e una frequenza di 2,5 GHz. È sufficiente per il video in 4K, per la decodifica AV1 e per i giochi leggeri, ma resta lontana dalle Arc di fascia superiore. Nel lavoro e nello studio copre le esigenze tipiche, dalle lezioni registrate e dai webinar in 4K alla riproduzione hardware dei contenuti AV1, dalle presentazioni su un monitor esterno e alla sfocatura dello sfondo in Teams e Zoom. Regge inoltre il fotoritocco in Lightroom o Photoshop su file JPEG, i progetti in Canva e Figma e l’esportazione di brevi video con l’encoder Quick Sync, mentre CAD 3D, rendering e montaggi lunghi restano fuori dalla sua portata.
L’NPU si ferma a 16 TOPS, al di sotto della soglia di 40 TOPS richiesta per la certificazione Copilot+; perciò le funzioni locali come Recall o la ricerca semantica avanzata non sono disponibili. Il sistema operativo è Windows 11 Home, mentre la versione Pro si trova in alcune configurazioni a un prezzo leggermente superiore. Chi ha bisogno delle funzioni AI locali o di più potenza dovrà guardare alla variante con Core Ultra 7 355, oppure al Dell Pro 14 Plus con Lunar Lake 266V, un Copilot+ PC da 14 pollici orientato alle aziende.
Sedici gigabyte saldati su un solo canale
La memoria è di tipo LPDDR5X a 7467 MT/s, saldata sulla scheda madre e quindi non espandibile. La configurazione venduta da Dell su Amazon Italia integra 16 GB, il taglio da preferire senza esitazioni, perché la variante da 8 GB mostra limiti evidenti. La RAM lavora in modalità single-channel e ne risente soprattutto la grafica integrata, che dipende fortemente dalla banda di memoria, mentre la CPU perde poco nei compiti d’ufficio.

Lo storage è affidato a un SSD M.2 2242 PCIe 4.0 da 512 GB, sostituibile, quindi potrai montare un’unità da 1 o 2 TB in un secondo momento. Il modello del disco è un SanDisk SN7100S, la cui velocità di lettura sequenziale supera i 6.800 MB/s e raggiunge circa 5.200 MB/s in scrittura.
Due USB-C, nessun Thunderbolt e un Wi-Fi 7 efficiente
La dotazione fisica è ridotta all’osso ma superiore al MacBook Neo, con due porte USB-C 3.2 Gen 2 da 10 Gbps, una per lato, entrambe con uscita DisplayPort 2.1 e ricarica Power Delivery. Avere una porta su ciascun fianco è pratico in aula o in treno, perché permette di collegare l’alimentatore dal lato più vicino alla presa. Se lavori alla scrivania con mouse, tastiera e un secondo display, ti conviene preventivare un piccolo hub con alimentazione passante. Una docking station Thunderbolt funzionerà solo in modalità USB, con banda ridotta a 10 Gbps.
Sul fronte wireless il modulo Intel BE213 gestisce il Wi-Fi 7 a 160 MHz e il Bluetooth 6.0. Con un router a 6 GHz il trasferimento si stabilizza intorno a 1,5 Gbps sia in ricezione sia in invio, un valore allineato agli ultraportatili più costosi. La webcam Full HD include il sensore IR per Windows Hello, ma non ha uno sportellino di protezione.
Meno di 2 watt a riposo e una batteria da 52 Wh
La batteria da 52 Wh è piccola per la categoria, eppure l’autonomia risulta tra le migliori del segmento grazie all’efficienza di Wildcat Lake nei carichi leggeri. Sul desktop a riposo l’intero sistema assorbe meno di 2 W, un valore da tablet. In navigazione web via Wi-Fi si superano le 18 ore. Con la riproduzione continua di video su YouTube al 40% di luminosità la stima si colloca intorno alle 13 ore, mentre una sessione di videoconferenza con condivisione dello schermo scende a circa 9 ore. In pratica una giornata di lezioni o di lavoro si chiude senza caricatore. La ricarica passa da un alimentatore USB-C da 65 W.
Il sistema di raffreddamento usa due piccole ventole e una sola heatpipe, un dimensionamento coerente con i 18 W sostenuti dal processore. Con potenze così basse, del resto, il calore da smaltire resta modesto anche nelle sessioni lunghe.
Scheda tecnica Dell XPS 13 DX13260
| Componente | Specifiche |
|---|---|
| Processore | Intel Core 5 320 (Wildcat Lake, Intel 18A), 2 P-core Cougar Cove fino a 4,6 GHz + 4 LP E-core Darkmont fino a 3,4 GHz, 6 core / 6 thread, 6 MB cache |
| Potenza CPU | 15 W base, 18 W sostenuti, 37 W di picco |
| NPU | Intel AI Boost, fino a 16 TOPS |
| Grafica | Intel Graphics integrata, 2 core Xe3, fino a 2,5 GHz |
| Memoria | 16 GB LPDDR5X-7467, single channel, saldata |
| Archiviazione | SSD 512 GB M.2 2242 PCIe 4.0 NVMe, sostituibile |
| Display | 13,4″ IPS touch, 2560 x 1600 (16:10), 30-120 Hz, 500 nit, 100% DCI-P3, antiriflesso, Eyesafe |
| Porte | 2 x USB-C 3.2 Gen 2 (10 Gbps) con DisplayPort 2.1 e Power Delivery |
| Wireless | Wi-Fi 7 Intel BE213 (160 MHz), Bluetooth 6.0 |
| Webcam | Full HD 1080p con sensore IR per Windows Hello |
| Audio | 4 altoparlanti (2 woofer + 2 tweeter, 8 W totali) |
| Tastiera | Retroilluminata, tasti funzione fisici |
| Batteria | 52 Wh, 3 celle |
| Alimentatore | USB-C 65 W |
| Dimensioni | 296,9 x 200,66 x 12,7 mm |
| Peso | circa 1,0 kg dichiarato, 1,05 kg misurato |
| Sistema operativo | Windows 11 Home |
| Colori | Sky, Graphite |
Un pannello da 2157:1 in un telaio leggerissimo
Con il nuovo XPS 13 Dell ha preso le parti che si notano ogni giorno, cioè lo schermo, il peso, la tastiera e l’autonomia, e le ha portate al livello dei modelli da duemila euro, contenendo invece la spesa sul processore. Il risultato è un ultraportatile che sta in qualsiasi zaino, mostra colori da monitor calibrato e arriva a sera con la batteria ancora carica. Nell’uso quotidiano, con browser, Office, Teams e una decina di schede aperte, la sensazione è di fluidità piena, perché è il singolo thread a determinare la reattività percepita. Se il tuo lavoro rientra in questo perimetro, la differenza con processori più costosi non la noterai. A ciò si aggiungono il Wi-Fi 7, l’SSD sostituibile e la comodità di una porta USB-C su ciascun lato.
Se sei uno studente universitario che si sposta tra aule e biblioteca, un libero professionista che scrive, gestisce clienti o lavora spesso in viaggio, oppure un fotografo amatoriale che vuole uno schermo fedele senza portarsi dietro un portatile da 16 pollici, questo XPS ti offre la qualità di un portatile premium a un prezzo da fascia media.
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