L’11 maggio 2026, Dassault Aviation e OHB hanno ufficializzato la loro partnership presentando all’Agenzia Spaziale Europea la proposta per VORTEX-S. Si tratta di uno spazioplano riutilizzabile con ali capace di trasportare cargo in orbita bassa e rientrare atterrando su una pista tradizionale.
Il nome non è casuale. VORTEX è l’acronimo di Véhicule Orbital Réutilisable de Transport et d’Exploration. La proposta si inserisce direttamente nella gara ESA denominata ALADDIN (LEO Cargo Return Service), un’iniziativa lanciata nel 2023 con lo scopo di dotare l’Europa di una capacità sovrana di trasporto spaziale.
Dassault assume il ruolo di architetto principale e integratore di sistemi, portando in dote decenni di esperienza su piattaforme complesse come il caccia Rafale e la famiglia di jet privati Falcon. OHB, invece, si occuperà del modulo di servizio. Sono due aziende a conduzione familiare con visioni allineate e competenze complementari.
VORTEX-S, parte di una roadmap in più fasi
Il progetto non nasce dal nulla né punta subito al cielo con una soluzione definitiva. La strategia adottata è incrementale, costruita su varianti successive. In questo modo, i rischi tecnici e finanziari si riducono.
Il punto di partenza sarà il VORTEX-D, un dimostratore in scala 1:3 a profilo suborbitale. Il suo primo volo è atteso nel secondo trimestre del 2028. Per questo prototipo, nell’aprile 2026 è stata selezionata la startup spagnola Arkadia Space come fornitore del sistema propulsivo, una scelta che mantiene l’intera filiera all’interno dei confini europei.
Complessivamente, il costo del VORTEX-D è di circa 70 milioni di euro. Dassault copre più della metà, mentre la restante parte è garantita dal governo francese tramite il Ministero delle Forze Armate e il CNES. Al Paris Air Show del 2025 hanno già stanziato 30 milioni di euro.
La famiglia di veicoli si articola così:
- VORTEX-D. Dimostratore in scala 1:3, primo volo previsto nel Q2 2028, profilo suborbitale.
- VORTEX-S. Scala 2:3, capace di missioni cargo complete verso stazioni spaziali e missioni free-flyer autonome.
- VORTEX-C. Variante a piena dimensione per il trasporto cargo operativo in orbita bassa.
- VORTEX-H. Versione con equipaggio a bordo, la più lontana nell’orizzonte temporale.
C’è però un dettaglio che vale la pena segnalare. Nella roadmap originale presentata nel 2025, la variante S era descritta come focalizzata esclusivamente sulle missioni free-flyer autonome. Il trasporto cargo era attribuito al modello C. Tuttavia, nella proposta del maggio 2026 il VORTEX-S include già capacità di trasporto verso stazioni orbitali. Questo suggerisce che Dassault abbia ricalibrato le ambizioni della variante, probabilmente per adattarsi meglio ai requisiti della Fase 2 della gara ESA ALADDIN.
Il contesto competitivo e la posta strategica europea
VORTEX-S non corre da solo. All’interno della stessa gara ESA, The Exploration Company e Thales Alenia Space hanno già presentato proposte basate su capsule, avendo ricevuto 25 milioni di euro ciascuna nella Fase 1, assegnata nel maggio 2024.
La Fase 2, pubblicata nei primi mesi del 2026, è stata aperta a tutti i concorrenti, non solo a chi aveva partecipato alla prima fase. Sul tavolo ci sono due scenari di missione dimostrativa: un aggancio alla ISS nel primo trimestre del 2029, oppure una missione verso una futura stazione commerciale entro la fine del 2031.
Quest’ultima finestra temporale più lunga potrebbe rivelarsi favorevole per Dassault, consentendo di completare i test con il VORTEX-D prima di presentarsi alla fase operativa con una piattaforma più matura.

Per l’Europa, tuttavia, la questione va ben oltre la competizione tecnica. SpaceX domina il mercato del lancio, mentre la Cina sviluppa la propria stazione spaziale nazionale. Quindi, disporre di un veicolo di rientro autonomo è diventata una questione di autonomia strategica.
Tutto dipende dall’ESA, e dai prossimi mesi
L’esito della valutazione ALADDIN è atteso entro la metà del 2026. Se VORTEX-S otterrà il via libera, i voli operativi non sono comunque previsti prima del 2030, con tutto ciò che questo comporta in termini di rischi tecnologici, politici e finanziari.
Il programma porta con sé un bagaglio storico importante. Dassault ha partecipato allo sviluppo dello spazioplano con equipaggio Hermès, progetto europeo degli anni Ottanta e Novanta poi abbandonato. Ha partecipato anche al programma IXV, il dimostratore di rientro ipersonico che ha volato con successo nel 2015, validando le capacità europee in uno dei regimi di volo più critici. VORTEX-S riprende quel filo e prova a costruire qualcosa di più solido.













