Anthropic ha appena fatto una dichiarazione che suona quasi rivoluzionaria nella sua semplicità: Claude non avrà mai pubblicità. Niente banner sponsorizzati accanto alle conversazioni, nessuna raccomandazione influenzata da inserzionisti, nessun link promozionale mascherato da risposta utile. La decisione arriva in un momento in cui l’AI sta diventando uno strumento quotidiano per milioni di persone. Le tentazioni di monetizzare attraverso la pubblicità sono evidenti.
Una scelta che contrasta nettamente con quella di OpenAI. Recentemente l’azienda ha annunciato l’introduzione di annunci sponsorizzati in ChatGPT per mantenere il servizio accessibile gratuitamente. Mentre OpenAI segue il modello tradizionale dei servizi digitali finanziati dalla pubblicità, Anthropic ha scelto una strada diversa. Claude deve rimanere uno spazio per pensare, lavorare e riflettere senza interferenze commerciali.
Anthropic stessa fa uso di pubblicità e molti suoi clienti operano nel settore. Quindi, non si tratta di una posizione moralistica contro la pubblicità in sé, ma del riconoscimento che le conversazioni con un’intelligenza artificiale richiedono dinamiche diverse rispetto a quelle di un motore di ricerca o di un social network.
Le conversazioni con l’IA sono territori sensibili
Quando utilizzi un motore di ricerca, ti aspetti di trovare risultati organici mescolati a contenuti sponsorizzati. Sai che devi filtrare e distinguere ciò che ti interessa davvero dalle proposte commerciali.
Con un assistente AI la dinamica cambia radicalmente. Le conversazioni sono aperte, senza un formato predefinito. Proprio questa libertà spinge le persone a condividere contesti personali, pensieri complessi, dubbi professionali che difficilmente esprimerebbero altrove.
L’analisi condotta da Anthropic rivela che una parte significativa delle interazioni con Claude tocca argomenti sensibili o profondamente personali. Sono conversazioni che potrebbero avvenire con un consulente di fiducia, tra cui questioni di carriera, dilemmi etici, progetti creativi ancora in fase embrionale.
Altre interazioni riguardano lavori complessi di programmazione, ragionamenti articolati su problemi difficili, sessioni di brainstorming che richiedono concentrazione. Inserire pubblicità in questi contesti creerebbe una dissonanza cognitiva che comprometterebbe l’utilità stessa dello strumento.
La ricerca preliminare degli effetti dell’AI sugli utenti suggerisce sia potenziali benefici sia rischi concreti. Aggiungere incentivi pubblicitari in questa fase porterebbe a un livello di complessità che nessuno è ancora in grado di gestire in modo responsabile.
Claude, un modello sostenibile che rispetta il pensiero
Anthropic ha scelto un approccio diverso: genera ricavi attraverso contratti enterprise e abbonamenti a pagamento. Tutto il guadagno viene poi reinvestito nello sviluppo di Claude. È una decisione che comporta compromessi evidenti, per esempio limita potenzialmente la crescita rapida, richiede disciplina finanziaria. Tuttavia, sono compromessi che l’azienda considera coerenti con la propria missione di beneficio pubblico.

L’investimento continuo nei modelli più piccoli mantiene l’offerta gratuita all’avanguardia dell’intelligenza disponibile. Anthropic non esclude che in futuro possano essere necessari aggiustamenti come piani tariffari più economici o prezzi regionali differenziati. Promette, tuttavia, trasparenza completa sulle ragioni di eventuali cambiamenti.
Parallelamente, Anthropic sta sviluppando modi per far interagire Claude con il commercio senza compromettere l’indipendenza dello strumento. L’interesse principale è il commercio agenziale, cioè Claude che agisce per conto dell’utente per completare autonomamente un acquisto o una prenotazione.
Il principio guida rimane invariato: tutte le interazioni con terze parti devono essere iniziate da chi usa lo strumento, con l’IA che lavora per lui, non per un inserzionista che paga per influenzare la conversazione.











