Il 24 luglio 2026 Anthropic ha reso disponibile Claude Opus 5, nuovo vertice della famiglia Opus, la fascia che l’azienda colloca sotto la classe Mythos ma sopra Sonnet e Haiku. Il posizionamento si legge già nel listino, dato che il modello costa 5 dollari per milione di token in ingresso e 25 dollari in uscita, cifre identiche a quelle del predecessore Opus 4.8 e pari alla metà di quanto richiede Claude Fable 5. L’azienda vuole avvicinarsi all’intelligenza di frontiera di Fable 5 dimezzando la spesa, con un modello costruito per l’uso di tutti i giorni.
Rispetto a Opus 4.8, arrivato a fine maggio, i guadagni si concentrano sui compiti agentici lunghi, sulla revisione del codice e sul lavoro d’ufficio, mentre il prezzo resta fermo. Opus 5 diventa il modello predefinito su Claude Max e il più capace disponibile sul piano in abbonamento Claude Pro. Il pubblico a cui si rivolge comprende chi programma, chi gestisce flussi automatizzati e chi lavora su documenti e analisi anche complesse.
Cosa cambia sotto il cofano
Sul piano tecnico Opus 5 porta una finestra di contesto da un milione di token e fino a 128.000 token in uscita. Il ragionamento esteso è attivo di serie, e la leva principale per governarlo è il parametro effort, che regola quanto il modello pensa prima di rispondere. Alzarlo produce risposte più accurate e costose, abbassarlo taglia i token consumati. L‘effort agisce sulla quantità di pensiero, non sulla lunghezza del testo di output, quindi ridurlo non accorcia la risposta finale e di conseguenza la spesa di token in uscita.
Cambia anche la gestione delle barriere di sicurezza. I filtri per la cybersicurezza sono più permissivi di quelli di Fable 5, perché consentono la ricerca di vulnerabilità nel codice sorgente ma bloccano la scansione binaria, il penetration testing e la generazione di exploit. Secondo le stime dell’azienda intervengono circa l’85% in meno rispetto a Fable 5.
Arrivano poi due funzioni in beta, ovvero la modifica degli strumenti a metà conversazione senza invalidare la cache del prompt e i fallback automatici verso un altro modello. A differenza dei modelli di classe Mythos, infine, Opus 5 non impone la conservazione dei dati per trenta giorni.
Le prestazioni misurate sui benchmark
I risultati più netti arrivano dall’ingegneria del software. Su Frontier-Bench v0.1 il modello supera tutti gli altri e più che raddoppia il punteggio di Opus 4.8, con un costo per compito inferiore. Su CursorBench 3.2, al massimo livello di effort, resta entro lo 0,5% dal picco di Fable 5 spendendo però la metà per ogni compito. Fuori dal codice il quadro si conferma, dato che su ARC-AGI 3, che misura la soluzione di problemi inediti, il punteggio è tre volte quello del secondo classificato, mentre su OSWorld 2.0 supera il miglior risultato di Fable 5.

Su Zapier AutomationBench il tasso di successo è circa 1,5 volte quello del modello immediatamente successivo a parità di costo. Nelle scienze della vita i progressi sono più contenuti ma costanti, con 10,2 punti percentuali in più rispetto a Opus 4.8 nella chimica organica e 7,7 punti sui compiti legati alle proteine. Conviene però leggere queste cifre per quello che sono, cioè misurazioni pubblicate dal produttore.
Opus 5: prezzi, disponibilità e confronto con i rivali
Il listino è il vero argomento di vendita. Opus 5 costa 5 dollari per milione di token in ingresso e 25 dollari in uscita, esattamente come Opus 4.8, il che si traduce in prestazioni superiori a parità di spesa. Nel confronto interno la distanza con Fable 5 (10 e 50 dollari) è netta, e visto che su diverse prove il divario di capacità si misura in frazioni di punto, la convenienza pende dalla parte di Opus per la maggior parte dei carichi. Guardando fuori casa, GPT-5.5 di OpenAI si colloca a 5 e 30 dollari, mentre Gemini 3.1 Pro di Google resta l’opzione più economica a 1,25 e 10 dollari.
| Modello | Input (per 1M token) | Output (per 1M token) |
|---|---|---|
| DeepSeek-V4 Flash | $0.07 | $0.42 |
| MiniMax M2.5 | $0.15 | $1.20 |
| Qwen3.6 Plus | $0.32 | $1.95 |
| DeepSeek-V4 Pro | $0.435 | $0.87 |
| GLM-5.1 (Z.ai) | $0.95 | $3.15 |
| GPT-5.6 Luna | $1.00 | $6.00 |
| Grok 4.3 (xAI) | $1.25 | $2.50 |
| Gemini 3.6 Flash | $1.50 | $7.50 |
| Gemini 3.1 Pro (Google) | $2.00 | $12.00 |
| Qwen3.7 Max | $2.50 | $7.50 |
| GPT-5.4 | $2.50 | $15.00 |
| GPT-5.6 Terra | $2.50 | $15.00 |
| Claude Sonnet 5 | $3.00 | $15.00 |
| Kimi K3 | $3.00 | $15.00 |
| Claude Opus 5 | $5.00 | $25.00 |
| GPT-5.6 Sol | $5.00 | $30.00 |
Il modello è accessibile da subito su tutte le piattaforme, con la stringa claude-opus-5 sull’API. Esiste anche una modalità Fast, che gira a circa 2,5 volte la velocità standard al doppio del prezzo base, utile se la latenza pesa più del budget. Nessuna promozione di lancio accompagna l’uscita, a differenza della finestra gratuita vista con Fable 5 a giugno. Se stai valutando la migrazione, tieni presente che il pensiero esteso è attivo di serie e può essere disattivato solo ai livelli di effort pari o inferiori a high, un dettaglio che incide sui consumi e che conviene verificare prima di spostare in produzione i tuoi flussi.
A chi si rivolge Opus 5
Con Opus 5 Anthropic sposta il baricentro dalla potenza pura al rapporto tra capacità e costo, e lo fa lasciando invariato il prezzo del predecessore. Per chi lavora ogni giorno con l’AI il beneficio più concreto è proprio questo, cioè ottenere prestazioni vicine al vertice della gamma senza pagare il listino del vertice. Non è un modello che allarga la frontiera, ed è la stessa Anthropic ad ammetterlo sui compiti più delicati, ma è quello che rende sostenibile l’uso intensivo.
Se ti occupi di sviluppo agentico, revisione del codice, analisi documentali o automazioni che devono girare a lungo senza supervisione, Opus 5 è oggi la scelta più equilibrata del catalogo. Se invece ti servono le capacità massime su cybersicurezza o ricerca avanzata, Mythos 5 resta il riferimento, mentre per volumi elevati e attività semplici conviene guardare a Sonnet 5 o alle alternative di Google, Z.ai o altri.













