Per anni le batterie al sodio sono rimaste un argomento da laboratorio, una promessa interessante ma sempre rimandata. CATL, il maggiore produttore mondiale di celle, durante la fiera europea dedicata all’energia, ha presentato un sistema di accumulo stazionario chiamato TENER Sodium.
Il produttore parla di un prodotto maturo su tre fronti contemporaneamente: tecnologia, capacità produttiva e catena di fornitura. La notizia merita attenzione perché il sodio è oltre mille volte più abbondante del litio. Inoltre, è distribuito in modo molto più uniforme sul pianeta, mentre il litio resta concentrato in poche aree e soggetto a forti oscillazioni di prezzo.
Per un settore che sta diventando infrastruttura critica, ridurre la dipendenza da una singola materia prima è un vantaggio strategico evidente. Non a caso CATL posiziona sodio e litio non come rivali destinati a escludersi, ma come due elementi complementari dello stoccaggio futuro, ciascuno con il proprio terreno ideale di applicazione.
CATL presenta TENER Sodium: durata, temperatura e sicurezza
Il dato più importante riguarda la longevità. CATL dichiara per TENER Sodium ben 15.000 cicli a 25°C mantenendo il 70% della capacità iniziale. Questo valore si traduce in circa 25-30 anni di servizio. Per chi pianifica un investimento, significa poter ammortizzare l’impianto su un periodo molto più ampio rispetto alle soluzioni tradizionali.

Altrettanto rilevante è il comportamento alle temperature estreme: oltre 10.000 cicli a 45°C senza isolamento aggiuntivo o raffreddamento forzato, e il 92% della capacità conservato a -20°C. Per chi gestisce un sito in un clima rigido o molto caldo, è esattamente il tipo di robustezza che riduce costi di climatizzazione e problemi operativi.
Sul fronte della sicurezza i margini dichiarati da CATL sono tangibili: una forza di espansione delle celle ridotta del 40%, una generazione di gas inferiore del 35% e una temperatura superficiale in caso di fuga termica intorno ai 200°C, circa il 60% più bassa rispetto al litio. Inoltre, il livello di rumore di 65 decibel permette di collocare gli impianti più vicino ai centri di consumo.
Architettura modulare
Sul piano dell’ingegneria, TENER Sodium è dichiaratamente modulare. Ogni modulo supera i 30 MWh di capacità nominale, pesa circa 42 tonnellate e ne bastano 34 per comporre un sito da 1 GWh. Blocchi di energia e di potenza sono disaccoppiati, così da coprire durate di scarica da 1 a 8 ore a seconda del progetto. Invece, i moduli guasti possono essere isolati e sostituiti singolarmente per contenere i costi di manutenzione.
Un dettaglio altrettanto importante è la compatibilità con i sistemi al litio ferro-fosfato (LFP), ovvero stesso ingombro fisico, stessa piattaforma, nessun bisogno di riprogettare gli involucri o ripetere le certificazioni. In pratica è possibile passare dal sodio al litio senza ricostruire l’impianto.
Sotto la scocca, CATL ha messo a punto un sistema di regolazione bidirezionale della tensione, che stabilizza l’uscita a 690V migliorando il rendimento di quasi due punti, e un BMS pensato per la curva di tensione tipica del sodio, con un margine di tolleranza al sovraccarico superiore del 20%.
Il debutto internazionale è fissato a giugno 2027. Le consegne in Cina, invece, partono a settembre 2026 puntando a 1 GWh entro fine anno.













