L’espansione di Epomaker oltre le tastiere meccaniche non è più un esperimento, perché il catalogo dei mouse è ormai organizzato in tre famiglie, ciascuna declinata in due versioni. La serie Click copre la fascia d’ingresso, la serie Nex quella intermedia con il Lite e il Pro, mentre in cima ci sono i due modelli Carbon in fibra di carbonio, CarbonX e Carbonis.
I due condividono materiale e ambizioni ma si dividono su una scelta costruttiva, perché il CarbonX alleggerisce il guscio con il reticolo a nido d’ape mentre il Carbonis mantiene la scocca piena e affida la leggerezza al solo materiale. La serie Carbon è rivolta a chi misura le periferiche in millisecondi e pretende numeri da esports.
L’esemplare in prova in questo articolo è il Carbonis e mi è stato gentilmente fornito da Epomaker, che non ha posto condizioni né chiesto di rivedere il testo prima della pubblicazione, quindi quanto leggerai nasce dall’uso diretto sulla mia scrivania e resta una valutazione indipendente.
Le premesse del Carbonis sono tutte nella scheda tecnica. Scocca in composito di fibra di carbonio, peso intorno ai 50 grammi, sensore PixArt PAW3950 da 30.000 DPI e polling rate fino a 8000 Hz, con una latenza di appena 0,3 ms via cavo. A completare il quadro c’è un piccolo display a colori incastonato sul dorso, che mostra sensibilità, batteria e modalità di connessione senza aprire alcun programma.
Fibra di carbonio e un rivestimento che fa da grip
Il nome non è casuale, perché la scocca del Carbonis è in composito di fibra di carbonio, materiale scelto per una ragione precisa. A parità di rigidità pesa meno della plastica tradizionale, e questo permette di scendere a un peso di 53.8 gr sulla bilancia senza ricorrere al reticolo a nido d’ape tipico dei mouse ultraleggeri.
I gusci alveolari come quello del CarbonX alleggeriscono ma lasciano entrare polvere e trasmettono una sensazione di fragilità che non tutti apprezzano. Qui il corpo resta chiuso e pieno, quindi la leggerezza non porta con sé i compromessi abituali. Anche i pulsanti principali sono in policarbonato caricato con fibra di carbonio, mentre i laterali in classico ABS.

La superficie del mouse appare semplicemente nera e satinata, ma guardando da vicino puoi vedere una trama fittissima di linee sottili che si avvitano in volute irregolari, simili alle venature di un legno. Alle dita restituisce una ruvidezza appena percettibile, sufficiente a togliere la sensazione di scivolosità.
Sul fianco posteriore sinistro, dove si appoggia la base del pollice, la scocca si solleva in delle creste arcuate e concentriche che si allargano verso il retro, come le onde lasciate da un sasso nell’acqua. Grazie a questi rilievi il pollice trova un appiglio invece di affidarsi al solo attrito.

Il Carbonis adotta un profilo dichiaratamente ergonomico per destrorsi. La scelta è radicale, perché la parte posteriore sinistra si gonfia in una curva che accompagna il contorno del palmo e offre una superficie dove appoggiare la base del pollice.
Con 12,3 centimetri di lunghezza, 6,61 di larghezza e 4,27 di altezza è un mouse di taglia piena, adatto a mani medie e grandi con impugnatura a palmo. Le due colorazioni disponibili Black Gold e Black Purple non offrono lo stesso trattamento estetico, dato che il gradiente bicolore compare solo sulla versione Black Purple.
Carbonis: sensore PAW3950
Il cuore del mouse è il PixArt PAW3950, uno dei sensori ottici più evoluti disponibili sul mercato e la scelta abituale delle periferiche di fascia alta. Fornisce 30.000 DPI di risoluzione massima, 750 IPS di velocità di tracciamento sostenibile e 50 G di accelerazione, ai quali si aggiunge una frequenza di campionamento compresa tra 13.000 e 20.000 fotogrammi al secondo.
Sono cifre che nella pratica nessuno sfrutta fino in fondo, perché anche i giocatori più rapidi difficilmente superano i 400 IPS. Il valore sta nel margine di sicurezza che garantisce al sensore di non arrivare mai al proprio limite nemmeno nei movimenti più violenti. La sensibilità si articola su sei livelli predefiniti che vanno da 400 a 30.000 DPI.
Un altro elemento distintivo è il polling rate, che raggiunge gli 8000 Hz sia via cavo sia tramite il ricevitore a 2,4 GHz, con una gestione nativa affidata a un microcontrollore Nordic 54L. La latenza scende a 0,3 ms in modalità cablata e 0,375 ms in wireless, mentre il Bluetooth si ferma a 125 Hz e a circa 8 ms. La modalità Bluetooth va considerata solo come una comodità per la mobilità e per salvaguardare l’autonomia del mouse.
Display a colori
Sul dorso del Carbonis, incastonato tra i due pulsanti principali e la rotella, trova posto un piccolo schermo dalle dimensioni di 21,69 x 8,52 millimetri. A differenza dei display monocromatici a bassa risoluzione montati su modelli più economici, questo è un pannello a colori con caratteri di dimensione generosa, e la leggibilità ne guadagna parecchio. Per accendere il display è sufficiente sfiorare con il dito il pulsante DPI sul fondo mentre selezionando LCD Sleep Mode su Sleep Follow Device sull’interfaccia di controllo web, il display si spegne solo quando il mouse non è in uso.
Le informazioni mostrate sono quattro, ovvero la modalità di connessione attiva, lo stato del collegamento, il valore di DPI impostato e la percentuale di batteria residua espressa in cifre. Quest’ultimo dettaglio merita una sottolineatura, perché la maggior parte dei mouse si limita a un’icona con delle tacche che lascia solo indovinare quanta autonomia resti davvero.
Carbonis: comandi e connettività
La gestione delle modalità avviene dal lato inferiore della scocca, dove Epomaker ha collocato un selettore a tre posizioni per passare tra 2,4 GHz, cavo e Bluetooth. Accanto trova posto un pulsante dedicato ai DPI, che serve anche ad avviare l’abbinamento Bluetooth: tenendolo premuto per tre secondi il display mostra la scritta Pairing e l’icona della modalità scelta inizia a lampeggiare.
Le tre modalità di collegamento si agganciano in modo istantaneo, senza intoppi, attese né ricerche di driver.

La vera ricchezza di questo mouse sta però nelle combinazioni che permettono di regolare tutto senza collegarsi ad alcun software. Tenendo premuti insieme per cinque secondi il tasto laterale superiore e il clic destro si scorrono le quattro frequenze disponibili, ovvero 1000, 2000, 4000 e 8000 Hz, e il display si illumina per confermare il valore raggiunto. La combinazione funziona soltanto via cavo e in 2,4 GHz, dato che in Bluetooth la frequenza resta fissa.
Ancora più interessante è la modalità di regolazione continua dei DPI. Premendo per tre secondi il tasto laterale inferiore insieme al clic sinistro il mouse entra in uno stato speciale nel quale la rotella smette di far scorrere le pagine e diventa una manopola di sensibilità, permettendo di salire e scendere con continuità invece di saltare tra valori predefiniti. Ripetendo la combinazione si esce e il valore viene salvato.
Cavo, ricevitore e autonomia
Il collegamento cablato sfrutta un cavo USB-C staccabile in tessuto di buona qualità, mentre il ricevitore wireless viaggia separato nella confezione, insieme a tre coppie di skate di ricambio e al manuale multilingue. La modalità cablata ha sempre la precedenza sulle altre, quindi collegando il cavo il mouse passa automaticamente a quella.
Il capitolo meno brillante di questo mouse riguarda l’autonomia. La batteria integrata da 300 mAh è un valore contenuto rispetto alla media della categoria. È una conseguenza diretta della scelta di contenere il peso, perché ogni milliampere in più significa grammi sul piatto della bilancia. Il conto da pagare sono ricariche più frequenti, tanto più mantenendo il polling agli 8000 Hz, frequenza che moltiplica i consumi rispetto ai mille hertz tradizionali.

Reattività e sensibilità, la prova sulla scrivania
Preso in mano, il Carbonis conferma subito la promessa dei circa 50 gr, perché si solleva e si sposta con una leggerezza che sorprende chi arriva da un mouse di peso convenzionale. La reattività è l’altra sensazione immediata, e il puntatore segue il movimento senza quella frazione di ritardo che si impara a non notare finché non si prova qualcosa di più pronto.
Sulla sensibilità ho trovato il mio equilibrio tra 800 e 1600 DPI, valori che possono sembrare modesti rispetto ai 32000 dichiarati ma che riflettono il modo in cui la maggior parte delle persone usa realmente un mouse. Le sensibilità altissime servono a chi lavora su schermi enormi o predilige un gioco di solo polso.
Nel gioco ho impostato il polling a 2000 Hz anziché spingerlo al massimo, e la scelta merita una spiegazione. Oltre quella soglia i guadagni diventano difficili da percepire mentre i consumi crescono in modo netto, e su una batteria da 300 mAh la differenza si paga tutta in ricariche.
Personalizzazione via browser
Come per il resto della gamma Epomaker recente, la configurazione del Carbonis non passa da un programma da installare ma da una piattaforma che vive nel browser. Da lì si rimappano i pulsanti, si regolano i livelli di sensibilità, si imposta il polling rate e si registrano le macro, con le impostazioni destinate alla memoria interna del mouse.
Resta il limite di fondo comune a tutta la linea, ovvero una piattaforma proprietaria che non è né QMK né VIA, quindi le possibilità di personalizzazione restano quelle che il produttore decide di esporre e dipendono dalla disponibilità di un servizio remoto.
La prima cosa da sapere è dove trovarlo, perché il Carbonis non usa la piattaforma condivisa dagli altri prodotti della casa hub.epomaker.com ma dispone di un indirizzo tutto suo carbonis.epomaker.com. Ci si arriva dalla pagina del prodotto sul sito Epomaker premendo Download Software.
Il funzionamento richiede un browser Chromium, quindi Chrome o Edge. In alto restano sempre disponibili i comandi per collegare il dispositivo, tornare alla schermata iniziale, aggiornare il firmware e cambiare lingua, mentre il corpo dell’applicazione si divide in tre schede.
La scheda Performance raccoglie tutto ciò che riguarda il comportamento del sensore e dei pulsanti. Da qui si seleziona il profilo attivo, si imposta il polling rate, si regola il tempo di debounce fino a 15 millisecondi per scongiurare i doppi clic indesiderati e si sceglie l’altezza di distacco tra 0,7, 1 e 2 millimetri. Trovano posto anche l’Angle Snap che rende lineari i tratti, il Ripple Control contro il tremolio nei movimenti veloci, il Motion Sync per sincronizzare la lettura del sensore e la modalità 20K FPS, che alza la frequenza di scansione. Più in basso la sezione dedicata ai DPI permette di attivare fino a sei livelli, assegnando a ciascuno un valore qualsiasi tra 50 e 30.000 e un colore identificativo che il display userà per segnalare lo scaglione in uso.

La scheda Keybinding mostra il mouse visto dall’alto con i pulsanti numerati e collegati da linee guida. Selezionandone uno si apre un elenco di funzioni assegnabili che comprende i clic tradizionali, avanti e indietro, lo scorrimento, i comandi multimediali, le scorciatoie di sistema, il blocco e il ciclo dei DPI, la disattivazione del tasto, l’invio di un tasto della tastiera e il richiamo di una macro. In basso una riga riepiloga le assegnazioni correnti di ciascun pulsante.

La scheda Macro ospita l’editor delle sequenze, con l’elenco delle macro salvate sulla sinistra, ciascuna rinominabile, e i comandi per registrare, inserire passaggi, salvare ed eliminare. Sulla destra il pannello delle proprietà governa i ritardi, lasciando scegliere tra il tempo effettivamente registrato, un intervallo predefinito impostabile in millisecondi oppure l’assenza totale di pausa tra un’azione e la successiva.

Una finestra separata, richiamata dal comando Update Device, gestisce infine l’aggiornamento del firmware. La schermata è divisa in due blocchi distinti, uno per il mouse e uno per il ricevitore a 8K, ciascuno con la versione installata, quella disponibile e un pulsante di verifica.
L’aggiornamento del firmware
Aggiornare il firmware del mouse e quello del ricevitore è possibile, ma il percorso è stato tutt’altro che lineare, e il primo consiglio è di procedere con il mouse collegato via cavo USB invece che in wireless.
La procedura è fallita almeno due o tre volte per ciascuno dei due componenti, restituendo errori senza portare a termine l’aggiornamento. Durante uno dei tentativi sul ricevitore ho perso il controllo del puntatore, rimasto bloccato nell’angolo in alto a sinistra dello schermo, e l’unica via d’uscita è stata riavviare il computer da tastiera.
Insistendo, entrambi gli aggiornamenti sono infine andati a buon fine e il software ha confermato le versioni allineate. Resta però la sensazione di una procedura fragile, che su un prodotto altrimenti curato stona, e che chi non ha dimestichezza con questo genere di operazioni potrebbe interpretarlo come un guasto della periferica.

Epomaker Carbonis: scheda tecnica
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Modello | Epomaker Carbonis |
| Scocca | Composito di fibra di carbonio |
| Pulsanti | Policarbonato e fibra di carbonio, laterali in ABS |
| Peso | Circa 50 g |
| Dimensioni | 123 x 66,1 x 43,73 mm |
| Impugnatura | Ergonomica asimmetrica, solo per destri |
| Sensore | PixArt PAW3950 |
| Risoluzione | 30.000 DPI su 6 livelli, da 400 a 30.000 |
| Velocità e accelerazione | 750 IPS, 50 G |
| Frequenza sensore | Da 13.000 a 20.000 FPS |
| Microcontrollore | Nordic 54L |
| Polling rate | Fino a 8000 Hz via cavo e 2,4 GHz, 125 Hz in Bluetooth |
| Latenza | 0,3 ms via cavo, 0,375 ms in 2,4 GHz, 8 ms in Bluetooth |
| Connettività | USB-C, 2,4 GHz, Bluetooth |
| Display | Vetro a colori, 21,69 x 8,52 mm |
| Informazioni a schermo | Connessione, stato, DPI e batteria in percentuale |
| Comandi fisici | Selettore a tre posizioni e pulsante DPI sul fondo |
| Regolazioni del mouse da tastiera | Polling con laterale 1 più clic destro, DPI continui con laterale 2 più clic sinistro |
| Batteria | 300 mAh |
| Compatibilità | Windows e Mac |
| Ricarica | Da porta USB del computer, sconsigliato l’alimentatore da rete |
| Software | Piattaforma web, browser Chromium richiesto |
| In confezione | Dongle 2,4 GHz, cavo USB-A/USB-C intrecciato, skate di ricambio, manuale |
Leggerezza e reattività senza scorciatoie
La fascia dei mouse wireless ultraleggeri con polling a 8000 Hz è oggi il territorio dove si concentrano le ambizioni dei marchi emergenti, e la concorrenza arriva soprattutto da Pulsar, VGN e dai modelli di punta di Razer e Logitech. Rispetto a questi ultimi, il Carbonis propone specifiche paragonabili a una frazione del prezzo.
La fibra di carbonio, inoltre, resta un argomento che pochi concorrenti possono spendere a questa cifra, perché la maggior parte dei mouse ultraleggeri raggiunge risultati simili solo forando la scocca.
Il Carbonis è quindi la proposta più ambiziosa di Epomaker nel settore delle periferiche di puntamento, e alla prova mantiene quello che la scheda tecnica promette. La leggerezza, reattività e precisione del mouse si avvertono al primo movimento e le tre modalità di collegamento si agganciano senza problemi.
Con una cifra intorno agli 89 dollari più spese postali (il mouse è ordinabile da sito Epomaker) lo consiglio a chi gioca con una certa frequenza e vuole un mouse leggero ben costruito e senza scocca traforata. Se invece cerchi un mouse leggero e adattabile a tutto, dal gaming occasionale al lavoro, potresti trovare una valida alternativa nel Nex Lite.













