Blackview è uno dei marchi cinesi più prolifici nel mondo dei telefoni rugged, con un catalogo che va dalle serie economiche Fort e Rock fino ai modelli più ambiziosi della famiglia Xplore. Il capostipite della serie, lo Xplore 1, puntava su una batteria da 20.000 mAh e su un secondo schermo posteriore, ma pagava la scelta con oltre 630 grammi di peso e quasi tre centimetri di spessore. Lo Xplore X1, arrivato sul mercato alla fine del 2025 e oggi venduto su Amazon intorno ai 340 euro, parte dallo stesso progetto ma lo ridimensiona.
La batteria scende a 10.000 mAh, lo spessore si riduce a 18 mm e il peso a 420 grammi, mentre restano il chip MediaTek Dimensity 7050, il 5G e il piccolo display sul dorso. Al posto della termocamera, riservata alla variante X1 Pro che in Italia non è distribuita, Blackview ha montato un sensore fotografico da 108 megapixel affiancato da una fotocamera per la visione notturna a infrarossi.
Ne esce un telefono resistente da lavoro che si porta addosso senza fatica, pensato per chi passa le giornate in cantiere, nei campi o in montagna e cerca un dispositivo che sopporti senza problemi cadute e pioggia senza però rinunciare alla fluidità di uno smartphone di fascia media.
Alluminio, gomma e un secondo schermo sul dorso
Il telaio è in lega di alluminio, con angoli in gomma ammortizzante e due fasce metalliche laterali che danno all’insieme un aspetto meno giocattoloso rispetto ai rugged interamente gommati. Le misure sono di 184 x 83 x 18 mm per 420 grammi. Sono numeri ancora lontani da un telefono normale, perché la larghezza rende difficile l’uso a una mano, ma rispetto ai mattoni da 600 grammi di alcuni rugged la differenza è netta, e lo Xplore X1 sparisce senza problemi nei pantaloni da lavoro o in una giacca.
Le certificazioni sono complete. Il telefono è certificato IP68 e IP69K, quindi resiste all’immersione a 2 metri per mezz’ora e ai getti d’acqua calda ad alta pressione. Rispetta inoltre la norma militare MIL-STD-810H per urti e vibrazioni e funziona fra -20 e 60 °C.
Il display principale è un IPS da 6,78 pollici con risoluzione 1080 x 2460 e frequenza di aggiornamento a 120 Hz, protetto da un Gorilla Glass 5. La sigla “2.4K” che compare nelle descrizioni commerciali va presa con cautela, perché indica soltanto i 2460 pixel del lato lungo, mentre il pannello è a tutti gli effetti un Full HD+ da circa 396 ppi. La nitidezza è buona e i colori sono gradevoli, anche se meno saturi di un AMOLED. Sotto il sole pieno, invece, la leggibilità è appena sufficiente. C’è poi una modalità guanti che aumenta la sensibilità del touch, utile d’inverno e in cantiere.

Sul dorso trova posto uno schermo secondario da 2,01 pollici (240 x 296 pixel) che mostra notifiche, ora, meteo, bussola e controlli musicali senza sbloccare il telefono, e fa da mirino per gli autoscatti con la fotocamera principale. Accanto alle fotocamere si notano anche i contatti pogo per una base di ricarica opzionale.
Sui lati trovi il tasto di accensione con il sensore di impronte, il bilanciere del volume e un tasto programmabile che avvia con una sola pressione torcia, strumenti o qualsiasi app. In aggiunta all’impronta c’è lo sblocco con il volto. Manca il jack per le cuffie, mentre l’audio è affidato a un singolo altoparlante a cassa chiusa da 2 W, potente per le chiamate in vivavoce all’aperto.
Dimensity 7050 e LPDDR5, prestazioni da medio di gamma
Il cuore è il MediaTek Dimensity 7050, un chip a 6 nm con due core Cortex-A78 e sei Cortex-A55 affiancati da una GPU Mali-G68 MC4. Nella configurazione scelta da Blackview i due core ad alte prestazioni lavorano a 2,4 GHz, un po’ sotto i 2,6 GHz con cui lo stesso processore viene tarato su altri telefoni. Nell’uso quotidiano la differenza non si avverte, ma spiega perché i punteggi restano leggermente sotto la media del chip.
In Geekbench 6 lo Xplore X1 si attesta intorno ai 910 punti in single core e ai 2.470 in multi core, mentre il test GPU OpenCL si ferma attorno ai 2.500 punti e AnTuTu 10 supera di poco il mezzo milione. Sono valori da fascia media, ma per un rugged non sono affatto scontati, perché il single core è circa il doppio di quello dei modelli economici con chip Unisoc. Di conseguenza app di lavoro, mappe, browser e social girano senza esitazioni, e lo stesso vale per i giochi più diffusi a dettaglio medio. Il corpo spesso in alluminio, inoltre, aiuta a dissipare il calore e mantiene stabili le frequenze nelle sessioni lunghe.
La memoria è di 12 GB LPDDR5, a cui il sistema aggiunge fino a 24 GB di RAM virtuale ricavata dallo spazio di archiviazione. È da qui che nasce la cifra di 36 GB del nome commerciale, che però non corrisponde completamente alla RAM fisica. Con una dotazione di 12GB l’espansione serve a poco, quindi puoi ridurla o disattivarla dalle impostazioni e recuperare qualche gigabyte per foto e app.
Lo storage è di 256 GB UFS 3.1, espandibile con microSD fino a 2 TB grazie a uno slot ibrido che occupa il posto della seconda SIM.
Un 108 megapixel senza stabilizzatore e un sensore per il buio
La fotocamera principale usa un sensore Samsung ISOCELL HM6 da 108 megapixel di formato 1/1,67 pollici con apertura f/1.9, che di default unisce i pixel a gruppi di nove, il cosiddetto pixel binning, e restituisce immagini da 12 MP. Mancano grandangolo e zoom, e soprattutto non c’è la stabilizzazione ottica.

Di giorno il risultato è dignitoso, con buon dettaglio al centro, un’esposizione corretta e colori naturali, per cui le foto di un cantiere, di un sentiero o di un documento sono più che utilizzabili. Quando la luce cala, tuttavia, emergono rumore digitale, micromosso e un bilanciamento del bianco incerto, e la resa scende. Il consiglio è di scattare sempre a 12 MP e di passare alla modalità da 108 solo con molta luce e mano ferma, perché è l’unico scenario in cui quei pixel in più restituiscono dettaglio vero.
Il secondo modulo è un sensore Sony da 20 megapixel per la visione notturna, affiancato da due illuminatori a infrarossi. Non è pensato per la fotografia d’effetto, ma per vedere nell’oscurità completa con immagini in bianco e nero, utile per ispezionare un sottotetto, controllare un recinto, ritrovare un oggetto caduto di notte o riprendere animali senza disturbarli. La portata degli infrarossi è di pochi metri, perciò funziona bene a distanza ravvicinata e meno sugli spazi aperti.
I video arrivano a una risoluzione massima di 1440p a 30 fps, quindi niente 4K anche se il processore lo permetterebbe. Per lo stesso motivo le riprese a mano libera camminando tendono a ballare, mentre da fermo o su un treppiede il risultato è discreto.
Davanti c’è un Samsung JN1 da 50 megapixel che produce autoscatti nitidi in interni e all’aperto. Se però vuoi la massima qualità, ti conviene girare il telefono e scattare con il sensore da 108 megapixel, inquadrandoti nel display posteriore, una possibilità che i modelli con un solo schermo non offrono.
5G con banda 28 e GPS a doppia frequenza
Sul fronte della rete lo Xplore X1 supporta il 5G in modalità SA e NSA, con le bande n1, n3, n5, n7, n8, n20, n28, n38, n40, n41, n77 e n78. Per l’Italia sono presenti tutte quelle che contano, dalla n78 a 3,5 GHz usata nelle città alla n28 a 700 MHz, che gli operatori impiegano per coprire le zone rurali e le valli. Su un telefono destinato a lavorare lontano dai centri abitati è un dettaglio tutt’altro che secondario. Il telefono accetta due nano SIM con dual VoLTE, ma se inserisci una microSD sei costretto a rinunciare alla seconda SIM. Manca invece il supporto all’eSIM. La connessione wireless è un Wi-Fi 6 dual band a 2,4 e 5 GHz, senza la banda dei 6 GHz, mentre il Bluetooth è fermo alla versione 5.2.
Più interessante è il comparto di localizzazione. Il ricevitore GNSS lavora con GPS, GLONASS, Galileo, BeiDou e QZSS sulle frequenze L1 e L5, e la doppia frequenza migliora la precisione nei boschi, nelle gole di montagna e fra gli edifici alti, dove i segnali riflessi ingannano i ricevitori meno sensibili. Se usi app di escursionismo o rilievo, il guadagno lo noti nella qualità della traccia registrata.
Completano la dotazione l’NFC per i pagamenti contactless, la radio FM, che funziona anche senza rete dati, e un emettitore a infrarossi che trasforma il telefono in un telecomando universale per TV, condizionatori e proiettori. La porta USB-C supporta l’OTG ma è di tipo USB 2.0, quindi trasferire sul PC qualche decina di gigabyte di video richiede pazienza. In questi casi conviene salvare foto e filmati direttamente sulla microSD, oppure spostarli via Wi-Fi con un’app di sincronizzazione.
DokeOS 5, tanti strumenti e qualche spigolo da limare
Il software è DokeOS 5.0 basato su Android 15. L’interfaccia ha una grafica pulita e al sistema di Google aggiunge le modalità Bambini, Gioco e Concentrazione, la registrazione automatica delle chiamate, e la navigazione a gesti o a pulsanti.
La parte più utile per chi lavora all’aperto è la cassetta degli attrezzi, con bussola, altimetro, goniometro, fonometro, filo a piombo, misuratore di altezza e torcia, tutti richiamabili anche dal tasto programmabile. A questi si aggiunge la suite Doke AI 2.0, che integra Gemini, ChatGPT e DeepSeek-R1 per assistenza vocale, ritocco delle foto e generazione di testi. Alcune funzioni avanzate richiedono però un abbonamento o mostrano pubblicità, quindi conviene valutarle con attenzione prima di farci affidamento, mentre Gemini resta disponibile come sempre attraverso le app di Google.
Quanto alla personalizzazione, si possono cambiare temi e scorciatoie del tasto laterale e scegliere quali pannelli mostrare sullo schermo posteriore, che però accetta solo quelli predefiniti e non le app di terze parti. Ci sono poi alcuni aspetti da conoscere prima dell’acquisto. Il telefono arriva con diverse app preinstallate, in parte rimovibili e in parte solo disattivabili, e la prima configurazione richiede qualche minuto di pulizia.
Infine, Blackview non dichiara una politica di aggiornamenti, e a distanza di diversi mesi dal lancio lo Xplore X1 è ancora fermo ad Android 15, mentre la variante Pro uscita in estate parte già da Android 16. Chi tiene alle nuove versioni del sistema operativo deve tenerne conto.
10.000 mAh in 2 celle, fino a 3 giorni lontano dalla presa
I 10.000 mAh sono distribuiti su due celle gemelle da 5.000 mAh. È la metà della capacità dello Xplore 1, ma il Dimensity 7050 a 6 nm è parco nei consumi, e di conseguenza l’autonomia resta molto superiore a quella di uno smartphone tradizionale.
Con un utilizzo moderato, fatto di chiamate, messaggi, qualche foto e un’ora o due di navigazione, il telefono copre due o tre giorni senza ricarica. Con un uso intenso, cioè navigatore acceso per ore, 5G attivo e display a 120 Hz, si scende a circa un giorno e mezzo. In standby, infine, il consumo è minimo, e il telefono dimenticato in un cassetto per qualche giorno si ritrova con buona parte della carica.
Se vuoi allungare ancora l’autonomia, imposta la frequenza del display su 60 Hz quando sei in escursione e usa lo schermo posteriore per controllare notifiche e ora, perché accendere il pannello principale da 6,78 pollici costa molta più energia.
La ricarica via cavo arriva a 55 W. Va però considerato che nella confezione venduta in Europa l’alimentatore non è incluso, e che con gli alimentatori di terze parti la potenza effettiva può scendere parecchio rispetto al valore nominale. Ti conviene quindi scegliere un modello USB Power Delivery da almeno 65 W e verificare che il telefono segnali la modalità rapida sullo schermo.
Manca il supporto wireless. In alternativa si possono usare i contatti pogo sul dorso con la base dedicata, venduta a parte, che lavora anch’essa a 55 W e fa comodo in auto o sulla scrivania. C’è infine la ricarica inversa via cavo da 5 W, che trasforma il telefono in un piccolo power bank per auricolari, smartwatch o una torcia frontale.
Scheda tecnica Blackview Xplore X1
| Caratteristica | Blackview Xplore X1 |
|---|---|
| Processore | MediaTek Dimensity 7050, 6 nm (2x Cortex-A78 a 2,4 GHz, 6x Cortex-A55 a 2,0 GHz) |
| GPU | Mali-G68 MC4 |
| Memoria RAM | 12 GB LPDDR5 (più fino a 24 GB virtuali) |
| Archiviazione | 256 GB, espandibile con microSD fino a 2 TB (slot ibrido) |
| Display principale | IPS 6,78″, 1080 x 2460, 120 Hz, circa 396 ppi, Gorilla Glass 5, modalità guanti |
| Display posteriore | 2,01″, 240 x 296 |
| Fotocamera principale | 108 MP Samsung ISOCELL HM6, 1/1,67″, f/1.9, senza stabilizzazione ottica |
| Visione notturna | 20 MP Sony con due illuminatori a infrarossi |
| Fotocamera frontale | 50 MP Samsung JN1 |
| Video | Fino a 1440p a 30 fps |
| Batteria | 10.000 mAh (due celle da 5.000 mAh) |
| Ricarica | 55 W via cavo, 55 W con base pogo opzionale, inversa via cavo da 5 W, alimentatore non incluso |
| Rete | 5G SA/NSA (n1, n3, n5, n7, n8, n20, n28, n38, n40, n41, n77, n78), dual SIM con dual VoLTE |
| Wi-Fi e Bluetooth | Wi-Fi 6 dual band, Bluetooth 5.2 |
| Localizzazione | GPS, GLONASS, Galileo, BeiDou, QZSS |
| Altro | NFC, radio FM, emettitore a infrarossi, USB-C 2.0 con OTG, nessun jack audio |
| Audio | Altoparlante singolo da 2 W |
| Sblocco | Impronta digitale laterale, riconoscimento del volto |
| Tasti | Tasto laterale programmabile |
| Resistenza | IP68, IP69K, MIL-STD-810H, da -20 a 60 °C |
| Software | DokeOS 5.0 basato su Android 15, Doke AI 2.0 |
| Dimensioni | 184 x 83 x 18 mm |
| Peso | 420 g |
| Colori | Nero, arancione |
18 mm che cambiano il modo di vivere un rugged
Lo Xplore X1 nasce da un’idea semplice: prendere un telefono corazzato a doppio schermo, togliere metà della batteria e ottenere un dispositivo che si usa tutti i giorni, non solo quando si parte per il cantiere o per il bosco. Lo spessore di 18 mm e i 420 grammi lo rendono più maneggevole, mentre i 10.000 mAh continuano a garantire giorni interi lontano dal caricatore.
Il Dimensity 7050 offre una fluidità che molti rugged della stessa fascia di prezzo non raggiungono, e il pacchetto di connettività è pensato per chi lavora lontano dalle città, con il 5G sulla banda dei 700 MHz, il GPS a doppia frequenza, l’NFC e il telecomando a infrarossi. Per questo si rivolge soprattutto a chi lavora o pratica attività all’aperto e ha bisogno di un dispositivo resistente senza rinunciare alle prestazioni. Offre una combinazione di robustezza, autonomia e prestazioni che pochi concorrenti riescono a eguagliare.
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