Beyerdynamic è un nome che chi frequenta il mondo audio associa alle cuffie da studio di Heilbronn, dalle DT 770 alle DT 990, ma da qualche anno il marchio tedesco presidia anche il segmento wireless con la famiglia Aventho. Finora il biglietto d’ingresso era l’Aventho 100, un modello over-ear da 199 euro, mentre la Aventho 300 sale verso i 280 euro, con codec audio aptX Lossless e Dolby Atmos.
La nuova Aventho Y, presentata all’IFA di settembre e già disponibile su Amazon Italia a 149 euro, scende di prezzo ed è una circumaurale chiusa con driver da 45 mm. Con questo modello invece di inseguire codec ad alta risoluzione e sensori di ogni tipo, Beyerdynamic ha puntato sulla riparabilità, con batteria sostituibile senza attrezzi, cuscinetti magnetici e un kit opzionale che trasforma la cuffia in un headset da gaming. Rispetto alla sorella maggiore rinuncia quindi a LDAC e aptX, ma guadagna il Bluetooth 6.0 e un’autonomia di quasi 90 ore. Si rivolge a chi passa molte ore al giorno con le cuffie in testa, tra ufficio, treno e PC, e preferisce un dispositivo riparabile ad uno che, finita la batteria, si butta.
Similpelle, alluminio e magneti al posto delle viti
La struttura combina padiglioni in plastica con forcelle in alluminio e un archetto metallico a scatti, che tiene bene la regolazione. Le coppe ruotano in piano e si ripiegano verso l’interno. Sulla bilancia si ferma a 319 grammi senza cavo (316 dichiarati), un peso che si avverte nei primi minuti e poi passa in secondo piano grazie a una pressione laterale ben calibrata, confortevole anche dopo molte ore di ascolto.

Nella confezione si trovano cuscinetti in similpelle con interno in memory foam. In alternativa, per 19 euro, si possono acquistare a parte cuscinetti rivestiti in tessuto velour, che fanno sudare meno anche se attenuano l’isolamento. In entrambi i casi si agganciano con magneti e si cambiano in pochi secondi.

I comandi sono tutti fisici. Sul padiglione sinistro un pulsante dedicato alterna ANC e trasparenza con un clic ben percepibile, mentre a destra i tasti del volume circondano quello multifunzione, una disposizione che all’inizio porta a sbagliare comando quando si vuole saltare un brano. Beyerdynamic non indica alcuna certificazione IP quindi conviene trattarla come una cuffia da interni. Quattro le colorazioni, cioè Liquid Black, Blue Fusion, Peach Blush e Soft Jade.
Driver da 45 mm, Bluetooth 6.0 e la scelta di fermarsi all’AAC

Il cuore è un driver dinamico da 45 mm, più grande dei 40 mm diffusi in questa fascia, montato in un padiglione chiuso con risposta dichiarata da 20 Hz a 20 kHz. La connessione passa per il Bluetooth 6.0 con multipoint su due dispositivi, accoppiamento rapido Google Fast Pair e una portata nominale di 20 metri, che in casa garantisce un collegamento stabile anche cambiando stanza. Sul fronte dei codec la scelta è netta, perché ci sono solo SBC e AAC. Mancano LDAC, aptX, LC3 e di conseguenza anche Auracast. Con un iPhone l’AAC lavora al meglio, mentre su Android la resa dipende dal telefono e in genere resta un gradino sotto.
C’è però una via d’uscita per chi cerca più qualità. La porta USB-C funziona anche come ingresso audio digitale, quindi collegando il cavo in dotazione a un PC o a un telefono la cuffia lavora come una scheda audio esterna, con ANC ed equalizzatore ancora attivi e un basso leggermente più corposo. Va invece segnalata l’assenza di un ingresso analogico da 3,5 mm, perché il piccolo jack sul padiglione sinistro serve solo al microfono a braccetto. Quest’ultimo arriva con l’Upgrade Package da 49 euro (al momento non disponibile), che comprende anche un dongle USB-C a 2,4 GHz per la bassa latenza nei giochi, alloggiabile all’interno di una coppa quando non serve. A bordo ci sono infine due microfoni con riduzione del rumore ENC. Nella confezione trovi il cavo USB-C per ricarica e audio e una sacca in tessuto, mentre manca una custodia rigida.
Una timbrica che chiede cinque minuti di equalizzatore
Appena tolta dalla scatola, l’Aventho Y mette in primo piano la gamma media. Le voci sono chiare, ben definite e collocate al centro della scena, e gli strumenti restano separati anche negli arrangiamenti più densi. Il basso è pulito e veloce nei transienti, ma con il preset di fabbrica risulta trattenuto, e su alcune produzioni il padiglione chiuso aggiunge una leggera risonanza nelle medio-basse che dà al suono un carattere un po’ inscatolato. In alto la gamma è aperta, anche se alzando molto il volume chitarre distorte e piatti possono diventare taglienti.
La percezione dei bassi, inoltre, dipende molto dalla tenuta dei cuscinetti. Con gli occhiali o con i capelli lunghi la sigillatura peggiora e le basse frequenze calano in modo udibile, e lo stesso accade passando ai pad in velour citati sopra. È uno dei motivi per cui le impressioni su questa cuffia possono cambiare tanto da una persona all’altra.
L’equalizzatore a 10 bande sistema quasi tutto. Se ti piace un suono più pieno, prova ad alzare di 3 o 4 dB la zona sotto i 100 Hz e a togliere un paio di dB fra 300 e 500 Hz per ridurre l’effetto scatola, mentre un taglio leggero intorno ai 6-8 kHz addolcisce le sibilanti.
Tre livelli ANC e una trasparenza che non inganna

L’isolamento passivo è già buono, e la cancellazione attiva si regola su tre livelli dall’app. Al massimo elimina gran parte del ronzio di un ventilatore a mezzo metro, il ticchettio delle tastiere e il brusio di un open space, senza introdurre il fruscio di fondo che affligge molte cuffie economiche e senza togliere corpo ai bassi quando la si attiva. Sui mezzi pubblici le conversazioni ad alta voce si attenuano parecchio, mentre i rumori più gravi e irregolari, come le vibrazioni di un autobus, restano in parte udibili.
Come al solito, non siamo ai vertici occupati da Sony e Bose, ma per 149 euro il risultato è soddisfacente. La modalità trasparenza restituisce annunci e voci in modo naturale, senza l’effetto metallico tipico dei microfoni economici.
Sul fronte chiamate i due microfoni integrati se la cavano in ambienti tranquilli, ma con traffico o vento la tua voce risulta più distante all’interlocutore. Se fai molte videochiamate o giochi online, il microfono a braccetto dell’Upgrade Package è la scelta giusta.
Con l’app beyerdynamic, la cuffia trova il suo equilibrio
L’app beyerdynamic per iOS e Android è pulita e priva di schermate promozionali. La pagina principale mostra il livello di carica insieme a una stima delle ore di ascolto residue, più intuitiva della sola percentuale. Da qui si regolano i tre livelli di ANC e la trasparenza, si attiva la modalità a bassa latenza per video e giochi e si scaricano gli aggiornamenti firmware via OTA.
L’equalizzatore offre cinque preset modificabili, cioè Bass, Intensity, Neutral, Smooth e Voice, oltre alla possibilità di creare e salvare profili personali a 10 bande. È qui che si applicano i suggerimenti di regolazione descritti per la timbrica, e bastano pochi minuti per sentire la differenza rispetto alla taratura di fabbrica.
Il tasto multifunzione del padiglione destro si personalizza assegnando a pressione singola, doppia, tripla e prolungata le funzioni di play e pausa, cambio brano o richiamo dell’assistente vocale. Completano il quadro il timer di spegnimento automatico, il controllo del LED Bluetooth e gli avvisi vocali, disattivati di serie e attivabili evento per evento. Manca invece il sensore di indossamento, quindi la musica non si ferma quando togli la cuffia, e dovrai ricordarti di metterla in pausa a mano.
Circa 50 ore con ANC nell’uso reale e batteria sostituibile

Con la batteria da 650 mAh alla prova dei fatti, con cancellazione attiva e volume a circa metà, si arriva intorno alle 50 ore prima di scendere al 5%. Senza ANC si arriva vicino alle 90 ore promesse da Beyerdynamic. Anche nello scenario peggiore con una sola carica si parla comunque di una settimana di ascolto abbondante durante i trasferimenti e il lavoro in ufficio.
La ricarica completa via USB-C richiede circa un’ora, mentre cinque minuti di cavo bastano per sei ore di ascolto. Manca il supporto ai caricatori senza fili, ma in una cuffia di questo tipo non se ne sente il bisogno. Il punto che distingue l’Aventho Y è un altro. La batteria è sostituibile e si trova dietro il cuscinetto magnetico sinistro, che basta staccare per raggiungerla senza attrezzi, mentre i ricambi si ordinano direttamente al produttore. Quando fra qualche anno la cella perderà capacità, non sarà necessario cambiare cuffia.
Scheda tecnica Beyerdynamic Aventho Y
| Caratteristica | Beyerdynamic Aventho Y |
|---|---|
| Tipologia | Circumaurale chiusa, wireless, pieghevole |
| Driver | Dinamico da 45 mm |
| Risposta in frequenza | 20 Hz – 20 kHz |
| Bluetooth | 6.0, multipoint su 2 dispositivi, Google Fast Pair |
| Profili | A2DP, AVRCP, HFP |
| Codec | SBC, AAC |
| Portata | Fino a 20 m |
| Audio via cavo | USB-C digitale (nessun ingresso analogico da 3,5 mm) |
| Cancellazione del rumore | ANC regolabile su 3 livelli, modalità trasparenza |
| Microfoni | 2 microfoni integrati con riduzione del rumore ENC |
| Batteria | 650 mAh, sostituibile senza attrezzi |
| Autonomia dichiarata | Oltre 90 ore senza ANC, oltre 60 ore con ANC |
| Ricarica | USB-C, completa in circa 1 ora, 5 minuti per circa 6 ore |
| Cuscinetti | Similpelle con memory foam, magnetici |
| Comandi | Tasti fisici, tasto multifunzione personalizzabile |
| App | beyerdynamic per iOS e Android, EQ a 10 bande, modalità bassa latenza, aggiornamenti OTA |
| Sensore di indossamento | Assente |
| Certificazione IP | No |
| Peso | 316 g dichiarati |
| Accessori opzionali | Upgrade Package con dongle USB-C a 2,4 GHz e microfono a braccetto (49 euro) Pad in tessuto velour (19 euro) |
| In confezione | Cavo USB-C, sacca in tessuto, guida rapida |
| Colori | Liquid Black, Blue Fusion, Peach Blush, Soft Jade |
La batteria che si cambia vale più di un codec in più
L’Aventho Y è una cuffia che ragiona sulla durata. Mentre buona parte della concorrenza gioca la partita sulla lista dei codec e delle sigle, Beyerdynamic ha preferito mettere sul tavolo elementi che si apprezzano dopo mesi di utilizzo, cioè una batteria sostituibile, cuscinetti rimovibili e una struttura con parti in metallo pensata per reggere l’uso prolungato. L’autonomia permette di dimenticarsi del caricatore per giorni, e l’audio digitale via USB-C aggiunge una modalità di ascolto in più alla scrivania.
Chi lavora tutto il giorno in ufficio, studia o viaggia in treno troverà un compagno affidabile e comodo. Per chi cerca una buona circumaurale con ANC da tenere per anni è una delle proposte più sensate del momento.
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