Audeze è un costruttore californiano che si è fatto conoscere con cuffie magnetoplanari cablate da diverse migliaia di euro, e che dal 2023 fa parte di Sony Interactive Entertainment. Quel passaggio societario spiega bene la direzione presa negli ultimi anni, ovvero portare un trasduttore serio dentro un prodotto da gioco, invece di costruire l’ennesimo modello wireless attorno a un driver dinamico da pochi euro.
Il capostipite della serie aveva già dimostrato che la cosa era fattibile, e Maxwell 2, arrivato all’inizio del 2026 e oggi acquistabile su Amazon Italia intorno ai 397 euro nella versione PlayStation e PC, ne raccoglie l’eredità con una lista di interventi mirati più che con una riprogettazione. Il driver resta un planare da 90 mm, mentre cambiano l’architettura acustica dei padiglioni, la distribuzione del peso, il microfono e il software di controllo.
Chi cerca un headset leggero e aggressivo nel prezzo guarderà altrove, perché qui si paga il trasduttore e la resa timbrica che ne deriva. Ha senso invece per chi passa dal gioco competitivo all’ascolto musicale nella stessa sessione, vuole bassa latenza via dongle e alta risoluzione via cavo, e accetta in cambio 560 grammi sulla testa e qualche criticità nella gestione delle sorgenti.
Materiali, ergonomia e quei 560 grammi da sostenere
La struttura riprende quella del modello precedente, con archetto in acciaio, forcelle metalliche e padiglioni in polimero rigido, ma i dettagli che contano sono stati rivisti tutti. La fascia sospesa sotto l’archetto passa da circa 44 a 70 mm di larghezza ed è traforata, così il carico si distribuisce su una superficie maggiore e il calore accumulato sulla sommità del capo diminuisce.

I cuscinetti sono più ampi e morbidi, rivestiti in similpelle, e si agganciano magneticamente, quindi sostituirli richiede pochi secondi. Non è un dettaglio da poco su un prodotto destinato a durare anni. Anche le cover esterne sono magnetiche e removibili, sia per personalizzare l’estetica sia, se le togli, per ottenere un ascolto parzialmente aperto che allarga la scena a scapito dell’isolamento.
I comandi sono fisici e ben separati al tatto, tra cui una rotella del volume, ghiera per il bilanciamento tra audio di gioco e chat, interruttore di mute e tasti dedicati a alimentazione e sorgente. Il microfono a braccetto è staccabile e monta un filtro anti-pop.
Restano due compromessi. I padiglioni ruotano fino a circa 45 gradi ma non si appiattiscono più completamente, penalizzando il trasporto, e i 560 grammi dichiarati si fanno sentire dopo un paio d’ore, nonostante la pressione laterale sia moderata e adatta anche a chi porta occhiali. Nessuna certificazione IP, coerentemente con la destinazione d’uso. Nella confezione trovi dongle USB-C, cavo USB-C, cavo analogico da 3,5 mm e microfono staccabile.

Trasduttore da 90 mm, SLAM e un reparto radio completo
Il cuore è un planare da 90 mm con array magnetico Fluxor, diaframma Uniforce a spessore differenziato e guide di fase Fazor, la stessa impostazione dei modelli cablati del marchio ma in configurazione chiusa e alimentata da un’amplificazione interna. La novità tecnica più interessante è SLAM, acronimo di Symmetric Linear Acoustic Modulator, cioè un sistema di accordatura del volume posteriore, con porte ricavate sul retro dei padiglioni, pensato per estendere la gamma bassa.

I numeri dichiarati sono 10 Hz – 50 kHz di estensione, oltre 115 dB di SPL massima e meno dello 0,1% di distorsione armonica totale a 100 dB, valori che nella pratica si traducono in headroom abbondante (ovvero un ampio margine prima della distorsione) anche a volumi che pochi useranno.
Sul fronte connettività il quadro è più ricco della media. C’è un dongle USB-C proprietario a 2,4 GHz con latenza minima e supporto fino a 24 bit/96 kHz, affiancato da Bluetooth 5.3 con LE Audio, codec audio LC3 e LC3plus, LDAC, AAC e SBC, multipoint e compatibilità Auracast, più collegamento USB-C digitale e ingresso analogico da 3,5 mm.
Il microfono (direzionale a diagramma ipercardioide) lavora ora su una banda doppia rispetto al modello precedente, con campionamento a 48 kHz e riduzione del rumore FILTER basata su modelli addestrati. Il microfono va posizionato con precisione all’angolo della bocca, perché uscendo dall’asse la voce cala di livello più in fretta rispetto a un semplice cardioide. Il vantaggio è che la tastiera meccanica, la ventola del PC, il vociare in stanza e chiunque parli di fianco a te vengono attenuati parecchio prima ancora che intervenga l’elaborazione digitale.
La versione Xbox include la licenza Dolby Atmos, mentre quella PlayStation/PC si appoggia al Tempest 3D di sistema.
Maxwell 2: il basso chiede aiuto all’equalizzatore
L’impronta timbrica è neutra e leggermente analitica, più asciutta di quanto molti si aspettino da un prodotto venduto nel reparto gaming. In realtà, nel gaming competitivo questa impostazione analitica paga più che nell’ascolto musicale, perché passi, riverberi e direzionalità risultano chiari e ben posizionati, e la bassa distorsione aiuta a distinguere eventi sovrapposti nei momenti concitati.
La gamma media è il punto forte, perché voci, chitarre e strumenti ad arco emergono con una definizione che sulla concorrenza a driver dinamico semplicemente non c’è, e la separazione tra sorgenti resta leggibile anche quando il mix si affolla.
L’alto è pulito, esteso e privo di quelle enfasi artificiali intorno agli 8 kHz che rendono affaticanti molti headset da gioco, mentre la scena è ampia per una struttura chiusa e diventa decisamente più aerea rimuovendo le cover magnetiche.
Il registro grave è la parte più difficile. SLAM lavora sul sub-basso e l’estensione in profondità c’è, udibile sui 30-40 Hz, però la quantità in gamma medio-bassa resta contenuta e l’ascolto risulta troppo leggero. Se arrivi da una firma a V, ti conviene mettere in conto qualche minuto sull’equalizzatore a dieci bande dell’app, dove due o tre decibel tra 60 e 120 Hz bastano a dare corpo senza rovinare il medio.
Maxwell 2: isolamento passivo e la variante con ANC
Il Maxwell 2 standard non ha cancellazione attiva del rumore e si affida al solo isolamento passivo, che le porte acustiche di SLAM rendono efficiente ma non eccezionale. È sufficiente in una stanza silenziosa, meno convincente contro il rumore continuo di un condizionatore rumoroso o di un treno.

Chi ha bisogno di attenuazione attiva deve guardare alla variante Maxwell 2 ANC, arrivata a metà 2026 e collocata circa un centinaio di euro più in alto. È un progetto tecnicamente notevole perché applica un sistema ibrido a un planare a larga banda, cosa che finora nessuno aveva fatto in modo convincente.
L’aspetto più interessante non è tanto la quantità di rumore abbattuto, comunque superiore a quella dei tipici headset da gioco, quanto la scelta di mantenere la stessa risposta in frequenza con ANC attiva o disattivata. Il difetto classico di queste implementazioni, cioè il timbro che cambia quando si accende la cancellazione, qui è stato affrontato di petto. È presente anche una modalità trasparenza. Il prezzo lo paghi in autonomia, che scende dalle oltre ottanta ore del modello base a circa 40 ore con ANC spenta e 35 ore con ANC accesa, e in un peso che resta identico.
Audeze HQ, un software all’altezza dell’hardware
Il vecchio pannello di controllo era uno dei punti deboli del primo Maxwell, ed è stato riscritto. La nuova applicazione Audeze HQ è più veloce, ha un’interfaccia leggibile e soprattutto è disponibile anche su iOS e Android, non più solo su Windows e macOS, quindi puoi regolare tutto dal telefono mentre la cuffia è collegata alla console o al PC.

Dentro trovi un equalizzatore a dieci bande con curve salvabili, una serie di preset pensati per generi musicali e situazioni di ascolto, il controllo del sidetone, i parametri del microfono con attivazione o esclusione del filtro basato su intelligenza artificiale, e un mixer tra audio di partita e chat vocale regolabile a percentuale. Quest’ultimo è comodo perché replica via software quello che la ghiera fisica fa in modo più grossolano.
Gli aggiornamenti firmware passano da qui e non sono marketing, visto che la qualità del microfono è migliorata parecchio dopo il lancio. Resta però un limite che infastidisce chi lavora su più dispositivi, ovvero il fatto che dongle e Bluetooth non convivono, non c’è mixaggio simultaneo delle due sorgenti e la commutazione non è manuale, perché il sistema dà priorità automatica a quest’ultimo. Su questo terreno soluzioni come il Razer BlackShark V3 Pro, già visto qualche tempo fa, offrono una gestione più flessibile a un prezzo inferiore.
Autonomia e ricarica con una cuffia da 1800 mAh
La batteria al litio-polimero da 1800 mAh è la stessa del modello precedente e continua a essere uno degli argomenti più solidi del progetto, con oltre 80 ore dichiarate a 80 dBA, valore che nell’uso reale si traduce in settimane di sessioni serali prima di dover cercare un cavo. Il consumo cresce con LDAC attivo e con l’equalizzatore impostato su curve aggressive, ma anche nello scenario peggiore restare sotto le sessanta ore effettive è difficile.
La ricarica avviene via USB-C e recupera circa il 25% in 20 minuti, con possibilità di continuare a giocare mentre il cavo è collegato, quindi il classico imprevisto della batteria scarica a metà partita non esiste.
Per dare un riferimento, un headset wireless premium con ANC come il Sony INZONE H9 II, venduto intorno ai 330 euro, dichiara circa trenta ore, mentre le soluzioni con base di ricarica e batteria intercambiabile risolvono il problema in modo diverso ma più ingombrante.
Il vero fattore limitante qui non è l’energia, è l’ergonomia. La testa chiede una pausa molto prima che lo faccia l’elettronica, e chi gioca sessioni lunghissime dovrà valutare se i 560 grammi siano sostenibili.
Scheda tecnica: Maxwell 2
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Tipologia | Cuffia chiusa over-ear wireless con microfono staccabile |
| Trasduttore | Magnetoplanare da 90 mm, array Fluxor, diaframma Uniforce, guide di fase Fazor |
| Tecnologia acustica | SLAM (Symmetric Linear Acoustic Modulator) con porte sul retro dei padiglioni |
| Risposta in frequenza | 10 Hz – 50 kHz |
| SPL massima | Superiore a 115 dB |
| Distorsione armonica | Inferiore allo 0,1% a 100 dB |
| Connessione wireless | Dongle USB-C 2,4 GHz a bassa latenza, fino a 24 bit/96 kHz |
| Bluetooth | 5.3 con LE Audio, LC3, LC3plus, LDAC, AAC, SBC, Auracast, multipoint |
| Connessioni cablate | USB-C digitale, analogico 3,5 mm TRRS |
| Audio spaziale | Dolby Atmos (versione Xbox), Tempest 3D (versione PlayStation/PC) |
| Microfono | Ipercardioide staccabile con filtro anti-pop, campionamento 48 kHz, riduzione rumore FILTER |
| Cancellazione attiva | Assente sul modello standard, ibrida con trasparenza sulla variante ANC |
| Batteria | Litio-polimero 1800 mAh |
| Autonomia | Oltre 80 ore a 80 dBA (circa 40 ore sulla variante ANC) |
| Ricarica | USB-C, circa 25% in 20 minuti, uso durante la ricarica |
| Controlli | Rotella volume, ghiera mix gioco/chat, mute, tasti alimentazione e sorgente |
| App | Audeze HQ per Windows, macOS, iOS e Android, EQ a 10 bande |
| Compatibilità | PS5, PS4, Xbox (versione dedicata), PC, Mac, Nintendo Switch, dispositivi mobili |
| Peso | 560 g |
Per chi ha senso e per chi no
Il Maxwell 2 non riscrive le regole rispetto al predecessore. Chi possiede il primo modello e ne è soddisfatto non ha ragioni impellenti per cambiare, visto che il salto riguarda ergonomia, microfono e software più che la sostanza timbrica.
Ha invece molto senso per chi entra ora in questa fascia e cerca un solo prodotto capace di reggere sia una serata gaming sia un ascolto attento, perché il trasduttore planare offre un livello di dettaglio e una linearità che, a questo prezzo, nel mondo degli headset non ha molti rivali.
In cambio devi accettare tre cose, cioè un peso importante che condiziona le sessioni lunghe, una gestione delle sorgenti wireless meno flessibile della concorrenza e una gamma bassa che, senza equalizzazione, resta più soft di quanto molti vorrebbero. Se queste rinunce non ti spaventano e ti interessa il suono prima di tutto, intorno ai 400 euro è una delle proposte tecnicamente più interessanti del momento.

Audeze Maxwell 2
- Cuffia chiusa over-ear wireless con microfono
- Driver magnetoplanare da 90 mm
- Bluetooth 5.3 con LE Audio, LC3, LC3plus, LDAC, AAC, SBC, Auracast, multipoint
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