Astral Ascent è un action roguelite a scorrimento laterale, con struttura da platform, ideato dallo studio indipendente francese Hibernian Workshop, già autore del cupo Dark Devotion. Dopo un periodo in accesso anticipato iniziato il 12 aprile 2022 e sostenuto da una campagna Kickstarter, il gioco è approdato alla versione definitiva il 14 novembre 2023 su PC, PlayStation 4 e 5, Switch e Xbox, con pubblicazione affidata alla stessa Hibernian Workshop e a Maple Whispering.
L’opera si presenta come un roguelite in pixel art ambientato in un mondo fantasy moderno. Nei panni di uno fra quattro eroi dalle personalità marcatamente diverse, devi fuggire dal Giardino, una prigione astrale sorvegliata da dodici boss, gli Zodiac. Ogni tentativo di evasione attraversa biomi generati proceduralmente, stanze di combattimento e prove opzionali, mentre un rifugio centrale accumula potenziamenti permanenti. Il titolo è stato poi ampliato con aggiornamenti gratuiti e contenuti aggiuntivi, fra cui l’espansione The Outer Reaches e il relativo aggiornamento 2.0, che ne hanno consolidato la longevità a distanza di anni dal lancio.
Il titolo è in vendita a 24,50 €, ma avrai una settimana di tempo a partire da oggi per riscattarlo sull’Epic Games Store e averlo a costo zero per sempre.
Insieme a Astral Ascent, sempre a partire da oggi Epic Games regala anche LUFTRAUSERS, un frenetico sparatutto arcade con visuale dall’alto, sviluppato da Vlambeer, in cui si pilota un aereo da caccia in caotici combattimenti aerei contro ondate infinite di nemici.

Il Giardino, la Piegatura e i dodici carcerieri
Se il genere impone di rado trame articolate, Astral Ascent tenta una strada più ambiziosa. Il Giardino non è una semplice arena, bensì una dimensione-prigione creata dal misterioso Master, dove sono stati reclusi i sopravvissuti di mondi diversi dopo un cataclisma noto come la Piegatura, evento che ha frantumato la realtà stessa. I dodici Zodiac non sono meri carcerieri, ma custodi cosmici dotati di personalità definite, opinioni e una moralità spesso più sfumata di quanto il ruolo lasci intendere.

La progressione narrativa procede per frammenti, con dialoghi fra un tentativo e l’altro, registri di lore raccolti durante le incursioni e interazioni che cambiano in base all’eroe scelto. Ne emerge un quadro fantasy-scientifico, con punte di ironia che alleggeriscono la tensione. La storia resta in secondo piano rispetto all’azione e tocca a te ricostruire il puzzle ricco di finali alternativi.
Quattro incantesimi, infinite combinazioni
Il cuore di Astral Ascent è un sistema di combattimento costruito attorno alla variabilità più che alla complessità dei comandi. Ogni eroe dispone di attacchi leggeri e pesanti, un’abilità caratteristica e quattro incantesimi equipaggiabili che, una volta lanciati, non possono essere riutilizzati finché non sono stati consumati tutti. Una regola semplice che trasforma ogni sequenza in una scelta strategica.
Sopra questa base si innestano i gambit e i modificatori che aggiungono fino a quattro effetti per incantesimo. A legare le incursioni interviene la progressione permanente, ovvero le Costellazioni, alberi di abilità specifici per personaggio, e i potenziamenti acquistati nel rifugio centrale. Le modalità si esauriscono essenzialmente nell’avventura principale, rigiocabile a difficoltà crescenti, e in una cooperativa locale per due giocatori.

Chowdren, pixel art e una colonna sonora sognante
Da un punto di vista tecnico, Astral Ascent costituisce un caso curioso, poiché anziché affidarsi a Unity o a un motore proprietario tradizionale, Hibernian Workshop ha costruito il gioco sul runtime Chowdren di MP2 Games, un ambiente derivato dagli strumenti Construct e Clickteam Fusion. Tale scelta non penalizza la resa, che anzi si distingue per una direzione artistica in pixel art curatissima. I biomi del Giardino alternano caverne cristalline, giungle nebbiose e distese ghiacciate, con fondali stratificati che danno l’impressione di ambienti-vetrina, quasi diorami.
Le animazioni sono fluide e gli effetti magici, fra eruzioni di fuoco e fulmini, restano leggibili anche quando lo schermo è saturo di nemici, merito di un uso disciplinato del colore e di preavvisi chiari per gli attacchi. Sul versante sonoro, la colonna sonora predilige un approccio atmosferico, con pianoforti, campane e archi che accompagnano l’esplorazione in un tono leggero, per poi crescere nei momenti di scontro. Gli effetti di impatto sono secchi e soddisfacenti, e il doppiaggio integrale dei personaggi (solo in inglese e senza sottotitoli) aggiunge carattere.

Gli incantesimi spiegano il fascino di Astral Ascent
Astral Ascent non riscrive le regole del roguelite, e forse non ne ha bisogno, dato che la sua forza sta nella qualità dell’esecuzione, in un sistema di incantesimi che invita a sperimentare e in una progressione permanente capace di dare senso anche alle sconfitte.

Chi cerca sfide estreme e punizioni implacabili troverà pane per i propri denti nelle difficoltà più alte e nei boss opzionali, mentre chi ama il genere in versione più accessibile, ma non per questo banale, apprezzerà la curva dolce e la possibilità di salvare a metà corsa. Se conosci Dead Cells o Hades, aspettati un ritmo simile, ma una gestione delle risorse più ragionata. Vale la pena dedicargli qualche serata prima di giudicarlo, perché il primo impatto non rende giustizia alla profondità del sistema di build.













