The Browser Company ha annunciato che Arc, il browser basato su Chromium con tab verticali e Spazi, smetterà di funzionare il 22 dicembre 2026. La comunicazione è arrivata con una lettera d’addio firmata dal fondatore Josh Miller, nella quale descrive quanto sia difficile scrivere quell’addio dopo anni di lavoro e di rilasci celebrati insieme alla community.
Il percorso era iniziato con la beta del 2022 ed era proseguito con le versioni per macOS nel 2023 e per Windows nel 2024. Non si tratta di una sorpresa totale, perché l’azienda, acquisita lo scorso anno da Atlassian, concentrava da tempo le proprie risorse su Dia, il nuovo browser con funzioni di intelligenza artificiale.
Tuttavia, la motivazione dichiarata riguarda la sicurezza. Mantenere protetto un browser richiede un lavoro costante, che con l’avanzare dell’AI diventa ancora più impegnativo, e le squadre di ingegneria e sicurezza lavoreranno solo su Dia. Per chi usa Arc ogni giorno, il punto decisivo riguarda la transizione, visto che password, segnalibri, estensioni e cronologia si trasferiscono insieme a Spazi, cartelle e gruppi di schede. Inoltre, le funzioni di Arc sono gratuite anche in Dia, mentre l’AI resta opzionale.
Arc: le tappe della chiusura e come passare a Dia
Il calendario si articola in tre date. Dal 22 ottobre non è più possibile creare nuovi account Arc. Per chi, invece, ne ha già uno, non cambia nulla, a parte l’arrivo di un’opzione per esportare tutti i dati e di un’importazione più fluida verso Dia. Il 23 novembre, su iOS e Android, spariscono Browse for Me e le altre funzioni di AI. Arc Search continua a funzionare come browser, ma senza accesso all’account né sincronizzazione delle schede. Il 22 dicembre, infine, Arc smette di funzionare su macOS e Windows, gli account vengono disattivati e i dati personali cancellati entro 30 giorni.
Se usi Arc, conviene muoversi senza aspettare l’ultimo giorno. Esporta i dati dall’ultima versione del browser e importali in Dia, dove gli Spazi diventano Profili, le cartelle si chiamano Gruppi di schede e i tab fissati mantengono i nomi personalizzati. La barra laterale verticale resta disponibile e si nasconde con Cmd/Ctrl + S.
Dia nasce attorno a un assistente capace di leggere più schede, riassumere email e video di YouTube e preparare un riepilogo mattutino, anche se l’azienda assicura che tutto ciò è facoltativo. Inoltre, i dati relativi a stabilità, velocità e sicurezza superiori a quelli di Arc provengono dalla stessa società; quindi vale la pena verificarli di persona prima di eliminare il vecchio browser.

Un addio annunciato che mette alla prova la strategia sull’AI
La chiusura di Arc racconta soprattutto una scelta di priorità. The Browser Company ha deciso di non mantenere due browser in parallelo e ha motivato la decisione con la sicurezza, un argomento plausibile, perché un browser richiede aggiornamenti costanti e un team dedicato. Allo stesso tempo, la ragione dichiarata coincide con l’interesse dell’azienda, che ha già scelto di puntare su Dia e sull’intelligenza artificiale.
Chi apprezzava le schede verticali, gli Spazi e la personalizzazione dei siti trova in Dia un percorso di migrazione concreto, anche se il contesto cambia, perché si passa a un browser costruito attorno a un assistente. Quindi, conviene esportare e importare i dati subito, provare Dia per qualche settimana con l’AI disattivata e fare le proprie valutazioni.













