Alone with You è un’avventura narrativa che fonde esplorazione, semplici enigmi e la struttura del romanzo visivo, in un racconto di fantascienza dal sapore retrò. A firmarla è lo studio Benjamin Rivers Inc., oggi noto come BancyCo, la stessa realtà indipendente già autrice dell’apprezzato Home. Il gioco è arrivato prima su PlayStation 4 e PS Vita nel 2016, per poi approdare su PC nel febbraio 2017.
Sei l’ultimo essere umano rimasto su una colonia spaziale ormai condannata, e devi raccogliere quanto serve per fuggire prima del collasso definitivo del pianeta. Ad accompagnarti c’è un’intelligenza artificiale instabile, capace di generare ologrammi dei tecnici scomparsi. Le atmosfere richiamano la fantascienza malinconica di titoli come Solaris. È un gioco che privilegia l’introspezione e il tema della solitudine, più che l’azione o la tensione.
Il titolo è normalmente in vendita a 9,75€, per una settimana, a partire da oggi, potrai riscattarlo gratuitamente sull’Epic Games Store e aggiungerlo per sempre alla tua libreria.
Gli ultimi giorni di una colonia perduta
La trama ti mette nei panni dell’ultima persona rimasta su un avamposto spaziale devastato da un’improvvisa frattura geologica, forse innescata dalle stesse attività di estrazione e terraformazione che dovevano renderlo abitabile. Ogni struttura che esplori custodisce le tracce di oltre venti coloni scomparsi, e sta a te ricostruirne il destino attraverso oggetti, appunti e ricordi sparsi.

La forza narrativa sta nel dialogo quotidiano con l’AI e con i suoi ologrammi, figure dei tecnici del passato che ti aiutano a ti aiutano a ripristinare scorte di carburante, motori, provviste di cibo e comunicazioni. La scrittura affronta con delicatezza temi come l’isolamento, il lutto e il bisogno di compagnia, chiedendosi se una presenza artificiale possa davvero colmare un vuoto umano. Il racconto procede a piccoli passi, un giorno alla volta.
Alone with You: esplorare, riparare, ascoltare
Il cuore di Alone with You vive in un ciclo giornaliero fatto di esplorazione e piccoli enigmi ambientali. Ogni giorno visiti un’area diversa della colonia, dove esamini oggetti, raccogli indizi con uno scanner e risolvi rompicapi, come trovare password per porte bloccate o recuperare componenti dispersi. Non ci sono combattimenti né momenti di tensione, perché il gioco preferisce il ritmo della scoperta.
Ogni sera torni alla tua base e converti quanto trovato in conversazioni con l’AI o con uno dei quattro ologrammi, ciascuno legato a uno dei sistemi da riparare per rendere l’astronave pronta alla fuga. La progressione alterna momenti di osservazione attenta a fasi più riflessive, in cui il dialogo conta quanto l’azione pratica. A questo si aggiunge una struttura a finali multipli, che dipende dal modo in cui gestisci il tempo e le relazioni instaurate lungo il cammino. Gli enigmi non richiedono mai un grande sforzo logico, e l’esplorazione, per quanto curata, non offre grande varietà di azioni.

Pixel art malinconica e voci che restano impresse
Sul piano visivo Alone with You adotta uno stile in pixel art, minimale ma espressivo, capace di restituire con pochi tratti la desolazione di una colonia morente. Il comparto artistico alterna ambienti industriali arrugginiti a scorci naturali rovinati dal collasso del pianeta. La direzione artistica, pur essenziale nei mezzi, riesce a comunicare emozioni attraverso pochi elementi. La struttura tecnica privilegia la leggibilità degli ambienti e la chiarezza degli indizi, elementi centrali per un’esperienza fondata sull’osservazione.
Il comparto sonoro gioca un ruolo importante nel definire l’atmosfera, con musiche che accompagnano l’esplorazione e sottolineano i momenti più emozionati del racconto. Il doppiaggio dei personaggi, curato con attenzione, dona personalità agli ologrammi e rende i dialoghi più coinvolgenti. Il risultato è un insieme in cui immagine e suono collaborano per costruire l’atmosfera malinconica del gioco.

Alone with You: un racconto interattivo breve ma sentito
Alone with You è un’avventura narrativa breve ma sentita, capace di affrontare il tema della solitudine con delicatezza e senza retorica. La sua forza sta nella scrittura, nel legame che costruisci con gli ologrammi e in un’atmosfera malinconica resa con pochi mezzi ma con grande efficacia.














