ACEMAGIC è un marchio cinese che produce molti mini PC Windows, in gran parte modelli da ufficio. La famiglia Retro X ACEMAGIC tenta una nuova strada e usa telai che ricordano le console a 8 bit di metà anni Ottanta, in particolare la Nintendo NES.
Il Retro X3 è il modello più economico della serie. Il Retro X5, presentato a inizio 2026, usa un Ryzen AI 9 HX 370 di ultima generazione, mentre il nuovo arrivato monta l’AMD Ryzen 7 H 255, un processore a otto core del 2024 con grafica Radeon 780M, e costa molto meno. La scelta ha senso, perché questo chip è collaudato e nei giochi resta valido grazie al supporto FSR 4, una tecnica che fa calcolare l’immagine a una risoluzione più bassa e poi la ingrandisce, guadagnando fluidità.
Su Amazon Italia la versione con 16 GB di memoria e SSD da 1 TB costa 569 euro in discesa dal prezzo di lancio di oltre 800 euro. È pensata per chi gioca a titoli leggeri o competitivi come Fortnite e League of Legends, per chi usa gli emulatori ma anche per chi studia o lavora. Il tutto in un oggetto piacevole da tenere in vista nello studio o accanto alla TV.
Design da console e apertura senza attrezzi
Il telaio misura 128,2 × 128,2 × 44 mm, quindi occupa la stessa superficie dei mini PC quadrati più diffusi. I colori grigio chiaro, nero e rosso, la scritta “1985 Reimagined” e il pulsante d’accensione arancione illuminato richiamano le console anni 80, senza riprodurne loghi o forme. Il coperchio superiore è coperto da piccoli fori disposti come i pixel di un vecchio videogioco, che servono anche a far entrare l’aria. La scocca è quasi tutta in plastica, ben assemblata e senza scricchiolii, e sulla bilancia il computer pesa 528 grammi, più i 231 g dell’alimentatore.

Aprirlo è semplice. Due cursori sui fianchi sbloccano il coperchio, che si solleva senza attrezzi e scopre una piastra a forma di controller fissata da quattro viti. Tolta questa copertura si raggiungono l’SSD, il connettore libero per un secondo SSD e la scheda Wi-Fi. Per pulire la ventola, invece, bisogna smontare il fondo, le cui viti sono nascoste sotto i piedini in gomma. In confezione trovi l’alimentatore esterno da 120 watt con spinotto rotondo, un cavo HDMI e la staffa VESA, il supporto standard che permette di avvitare il computer dietro la maggior parte dei monitor.
Processore Ryzen 7 H 255 e grafica Radeon 780M
L’AMD Ryzen 7 H 255 nasce per il mercato cinese ed è quasi identico al Ryzen 7 8745HS. Ha otto core Zen 4 che gestiscono sedici attività in parallelo, frequenza da 3,8 a 4,9 GHz e 16 MB di cache L3. AMD gli assegna una potenza di riferimento di 45 watt. Rispetto al chip di partenza manca la NPU, il circuito dedicato all’intelligenza artificiale, quindi alcune funzioni di Windows 11 riservate ai PC Copilot+ non sono disponibili.

La grafica integrata è la Radeon 780M, una GPU integrata basata sull’architettura RDNA 3 di AMD, con 12 Compute Unit e una frequenza massima di circa 2,7 GHz: grazie alla memoria RAM condivisa e al supporto di tecnologie moderne come il ray tracing, offre prestazioni nettamente superiori alle vecchie GPU integrate. È adatta al gaming a 1080p con dettagli medio-bassi, ai giochi competitivi e a numerosi titoli AAA meno recenti, mentre la potenza di calcolo e il supporto alle API grafiche moderne la rendono interessante anche per l’accelerazione multimediale e alcune applicazioni creative, pur con limiti nei carichi 3D più impegnativi.
Nel BIOS, il menu di configurazione che si apre all’accensione, ci sono tre modalità, Performance (attiva di fabbrica), Balanced e Silent. Con la prima il processore può assorbire 54 watt senza limiti di tempo e 65 watt per pochi secondi, più dei 45 previsti da AMD. Il sistema preinstallato è Windows 11 Pro, senza programmi aggiuntivi. La licenza è registrata nel firmware, quindi se reinstalli Windows da zero si attiva da solo, senza inserire alcun codice. Durante la prima configurazione, inoltre, non è obbligatorio accedere con un account Microsoft. Chi preferisce Linux trova la Radeon 780M già supportata dalle principali distribuzioni e può avviare senza problemi sistemi pensati per giocare come Bazzite e Batocera.
Memoria saldata da 16 GB e SSD da 1 TB con uno slot libero
La memoria è da 16 GB LPDDR5-6400, un tipo di RAM veloce per portatili saldata sulla scheda madre, quindi non si può sostituire né aumentare. Il numero 6400 indica una velocità elevata, importante perché la Radeon 780M non ha una memoria propria e usa quella del sistema. Il programma di test AIDA64 misura circa 50 GB/s in lettura. Con 16 GB giochi recenti e browser con molte schede aperte funzionano bene, ma una parte della RAM va alla grafica e per far girare più macchine virtuali insieme lo spazio finisce in fretta.
L’archiviazione è affidata a un SSD Faspeed P9 da 1 TB in formato M.2 con interfaccia PCIe 4.0 a quattro linee (x4), coperto da una piastra metallica che lo raffredda. Nella copia di file grandi legge fra 6.200 e 7.100 MB/s e scrive fra 4.800 e 6.100, valori da unità di fascia media. Con Windows installato restano liberi circa 850 GB. Il secondo slot M.2, anch’esso PCIe 4.0 x4, è vuoto e accetta un altro SSD, fino a 4 TB complessivi (2TB+2TB).
Buona connettività ma la USB4 è frenata
Davanti trovi la porta USB4 Type C, lo standard USB più veloce, che arriva a 40 Gbps e trasmette anche il segnale video, poi due USB-A 3.2, il jack per le cuffie con microfono e il pulsante d’accensione. Il retro ospita un’HDMI 2.1, una DisplayPort 2.0, la presa di rete a 2,5 Gbit/s, quattro USB-A da 5 Gbps e l’ingresso dell’alimentatore. Sei porte di tipo A bastano per tastiera, mouse, controller, webcam e dischi esterni senza un hub, e con HDMI, DisplayPort e USB4 colleghi fino a tre monitor contemporaneamente.

L’USB4 però è l’unica porta di tipo C e la sola compatibile con lo standard USB4. Se ci colleghi una scheda video esterna tramite un apposito box, la porta USB4 non sarà più disponibile per una docking station o per altre periferiche ad alta velocità, la base che aggiunge altre porte.
Provando a collegare un SSD esterno sulla porta USB4 il trasferimento si è però fermato a circa 800 MB/s, mentre una porta USB4 dovrebbe superare i 3 GB/s. Il valore misurato corrisponde invece a quello tipico di una porta USB 3.2 da 10 Gbps, segno che l’unità non ha stabilito una vera connessione USB4.

Con USB4, i dati di un SSD esterno viaggiano come se il disco fosse montato dentro il computer, attraverso un collegamento PCIe trasportato nel cavo. Se questo canale non si attiva, la porta ripiega sulla modalità USB tradizionale, molto più lenta. La causa più probabile del problema è il firmware che gestisce la porta, e in questo caso potrebbe bastare un aggiornamento del BIOS. Lo stesso collegamento PCIe serve anche alle schede video esterne, quindi prima di comprare un box eGPU conviene verificare che la porta lavori a piena velocità.
La connessione senza fili usa il Wi-Fi 6E con Bluetooth 5.2 e con un router recente trasferisce circa 1,5 Gbit/s, quasi come la rete cablata. Sul fianco c’è l’attacco per un cavo antifurto Kensington.
Consumi bassi a riposo e temperature sotto controllo
A riposo il Retro X3 assorbe dalla presa circa 7,5 watt, poco per un processore della serie H, quella dei portatili più potenti. Usando browser e applicazioni per documenti si arriva a circa 30 watt, mentre nei giochi il consumo sale a 70-85 watt. Con processore e grafica al massimo il consumo tocca circa 100 watt, sotto i 120 che l’alimentatore può fornire. Il calore generato dal mini pc viene portato via da heat pipe in rame, tubi che lo trasferiscono dal processore alle alette, e da una ventola sul fondo. A riposo la CPU resta sotto i 45 °C, in gioco si mantiene intorno ai 70 °C con punte di 79 °C. Solo nei calcoli lunghi e pesanti, come il rendering di una scena 3D, raggiunge 85 °C, la soglia oltre la quale rallenta per proteggersi, ma il calo di velocità è piccolo e la scocca rimane tiepida al tatto.
A riposo il rumore generato dalla ventola resta intorno ai 25 dB ed è quasi impercettibile, mentre sotto sforzo arriva a circa 48 decibel, il livello di una conversazione a voce bassa. Se usi soprattutto Office e il browser, o giochi a titoli poco impegnativi, attiva la modalità Balanced o Silent nel BIOS. Consumi e rumore scendono, in cambio di qualche punto in meno nelle prestazioni.
Cyberpunk 2077 oltre i 40 fps grazie a FSR 4
PCMark 10, un test che simula lavori d’ufficio come scrivere, fare calcoli e partecipare a videochiamate, assegna al Retro X3 circa 8.100 punti. Un mini PC con Ryzen 9 7940HS e 32 GB di memoria si ferma a 7.300, quindi nelle attività quotidiane il Retro X3 risponde senza attese. In Cinebench R23, che misura la velocità del processore nel creare un’immagine 3D, ottiene 16.200 punti usando tutti i core e 1.700 usandone uno solo, risultati in linea con un Ryzen 7 7840HS. Il Minisforum AI X1, con un Ryzen 7 255 della stessa famiglia, va più veloce del 10% nella maggior parte dei test. Su Blender la scena di prova BMW27 viene completata in 195 secondi.
Nei giochi la Radeon 780M è ancora adatta a molti titoli. In Cyberpunk 2077 a 1080p si gioca a 38 fotogrammi al secondo (fps) con dettagli bassi. Con il preset Ultra, il più alto, si passa da 17 fps senza FSR a 40,7 fps con FSR 4. GTA V invece tocca 56 fps con dettagli alti. Chi ama l’emulazione delle console trova un buon alleato, perché i giochi fino a PS3 e Xbox 360 girano senza difficoltà.
Scheda tecnica dell’ACEMAGIC Retro X3
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Processore | AMD Ryzen 7 H 255, 8 core Zen 4 e 16 thread, da 3,8 a 4,9 GHz, 4 nm |
| Cache | 16 MB L3 |
| Potenza | 45 W di riferimento, in modalità Performance 54 W continui e 65 W di picco, modalità Balanced e Silent |
| Grafica | AMD Radeon 780M, 12 compute unit RDNA 3 |
| NPU | No |
| Memoria | 16 GB LPDDR5-6400 saldata, non espandibile |
| Storage | SSD Faspeed P9 da 1 TB, M.2 2280 NVMe PCIe 4.0 x4 |
| Espansione storage | Secondo slot M.2 2280 NVMe libero, fino a 4 TB |
| Porte frontali | 1 × USB4 40 Gbps, 2 × USB-A 3.2, jack audio 3,5 mm, pulsante d’accensione illuminato |
| Porte posteriori | 4 × USB-A 3.2 Gen 1 5 Gbps, HDMI 2.1, DisplayPort 2.0, RJ-45 2,5 Gbit/s, ingresso alimentazione |
| Uscite video | Fino a 3 schermi (HDMI 2.1, DisplayPort 2.0, USB4) |
| Rete cablata | 2,5 Gbit/s, chip Realtek RTL8125 |
| Rete senza fili | MediaTek MT7922, Wi-Fi 6E, Bluetooth 5.2 |
| Raffreddamento | Heat pipe in rame e ventola sul fondo, regolazione della ventola non personalizzabile |
| Alimentazione | Esterna, 120 W, spinotto rotondo |
| Telaio | Plastica grigia, nera e rossa, coperchio apribile senza attrezzi, staffa VESA inclusa, attacco Kensington |
| Dimensioni e peso | 128,2 × 128,2 × 44 mm, 528 g (alimentatore 231 g) |
| Sistema operativo | Windows 11 Pro, compatibile con Linux |
Un PC da gioco e da lavoro in 0,7 litri
In un telaio da 0,7 litri ACEMAGIC mette un processore a otto core che nei lavori d’ufficio supera un Ryzen 9 7940HS e una GPU che porta Cyberpunk 2077 sopra i 40 fps con FSR 4. Rispetto a un desktop tradizionale occupa una frazione dello spazio, a riposo consuma quanto una lampadina a LED e si collega a tre monitor o alla TV del salotto con un solo cavo di alimentazione. Con la staffa VESA inclusa può anche sparire dietro lo schermo.
È una scelta sensata per lo studente che vuole un solo computer per lezioni, programmazione e partite serali, per chi prova gli emulatori delle vecchie console, per il professionista che lavora su più schermi. A 569 euro, con Windows 11 Pro preinstallato, gestisce bene studio, ufficio e gioco leggero e si può tenere in bella vista sulla scrivania o sotto la TV.
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