La missione Artemis II della NASA è stata rinviata a marzo 2026 dopo la prova generale del 3 febbraio. Durante il test sono emersi problemi ricorrenti con perdite di idrogeno liquido. Il Wet Dress Rehearsal (WDR), una simulazione completa delle operazioni di rifornimento e conto alla rovescia che precede il lancio effettivo, si è interrotto a soli 5 minuti e 15 secondi dal termine. Il sistema automatico di controllo ha fermato tutto a causa di un picco nella velocità di perdita del carburante criogenico.
La NASA puntava a lanciare i quattro astronauti verso la Luna a partire dal 6 febbraio. La finestra di lancio si sarebbe estesa fino all’11 febbraio. Tuttavia, l’amministratore Jared Isaacman ha evidenziato che i test hanno individuato i problemi prima del volo vero e proprio. Con oltre tre anni trascorsi dall’ultimo lancio dello Space Launch System, gli ingegneri si aspettavano difficoltà.
Il rinvio comporta anche l’uscita dalla quarantena degli astronauti Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e il canadese Jeremy Hansen. Tutti e quattro erano isolati a Houston dal 21 gennaio per evitare contagi pre-volo.
Artemis II tradita da idrogeno e sigilli capricciosi

La perdita di idrogeno liquido si è manifestata nell’interfaccia che convoglia il propellente criogenico nel cuore propulsivo (core stage) del razzo. Gli ingegneri hanno cercato di risolvere il problema sospendendo il flusso di idrogeno per permettere al sistema di riscaldarsi e consentire alle guarnizioni di riassestarsi correttamente. Nonostante gli sforzi e l’utilizzo di tecniche sviluppate durante il primo volo di prova del 2022 (che aveva sofferto problemi simili), le perdite sono riemerse proprio nel momento cruciale.
Alla fine, i serbatoi sia del core stage che dello stadio propulsivo criogenico intermedio sono stati riempiti con circa 2.650 tonnellate di propellente. Un team di cinque persone è stato anche inviato sulla rampa per completare le operazioni di chiusura della capsula Orion, testando procedure aggiornate che prevedono l’uso di aria respirabile invece di azoto gassoso per garantire la sicurezza del personale.
Un catalogo di inconvenienti non solo criogenici
Le perdite di idrogeno non sono state l’unico problema per Artemis II. Le temperature rigide al Kennedy Space Center hanno ritardato l’inizio delle operazioni di rifornimento, richiedendo tempo aggiuntivo per portare alcune interfacce a temperature accettabili prima di iniziare il caricamento del propellente. Il freddo ha inoltre compromesso il funzionamento di diverse telecamere e altre apparecchiature. Questi problemi sulla rampa non hanno impedito il test ma avrebbero richiesto attenzioni supplementari il giorno del lancio vero.
La valvola associata alla pressurizzazione del portello del modulo equipaggio Orion ha necessitato di un riposizionamento dopo essere stata recentemente sostituita, e le operazioni di chiusura hanno richiesto più tempo del previsto. Inoltre, gli ingegneri hanno dovuto affrontare interruzioni ripetute dei canali di comunicazione audio tra i team a terra, un problema che si trascinava da settimane prima del WDR e che si è ripresentato durante la prova. Questi disguidi comunicativi, sebbene apparentemente minori, rappresentano un rischio significativo in una missione dove il coordinamento in tempo reale può fare la differenza tra successo e catastrofe.
Marzo come nuova speranza per Artemis II
Con il passaggio alla finestra di marzo 2026, la NASA dovrà condurre un secondo Wet Dress Rehearsal dopo aver analizzato i dati raccolti e risolto tutti i problemi identificati. Non è ancora chiaro se il razzo dovrà essere riportato nel Vehicle Assembly Building per le riparazioni o se gli interventi potranno essere effettuati direttamente sulla rampa 39B.
Tuttavia, il rinvio crea la possibilità per Artemis II di decollare contemporaneamente al prossimo test di Starship di SpaceX. In questo modo saranno messe a confronto due filosofie diametralmente opposte dell’esplorazione spaziale. Mentre la NASA ha completato finora un solo lancio dell’SLS (l’Artemis I senza equipaggio del 2022), SpaceX ha abbracciato l’approccio “muoversi velocemente e rompere le cose”, ottenendo risultati più numerosi ma meno uniformi. La sicurezza dell’equipaggio rimane la priorità assoluta, come ribadito da Isaacman. La NASA lancerà solo quando sarà completamente pronta ad affrontare questa missione storica che riporterà esseri umani nelle vicinanze della Luna dopo oltre 50 anni.











